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Mantonico Bianco 2019

Mantonico Bianco 2019 StattiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: mantonico
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: STATTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Riguardo la passione di Statti nel promuovere e proporre i vitigni autoctoni mi sono già speso all’interno dell’articolo dedicato alla Cantina, dunque è proprio l’uva mantonico che mi appresto a descrivere, la stessa utilizzata per produrre il Calabria IGT Bianco 2019. L’origine di questa cultivar autoctona calabrese a bacca bianca è alquanto incerta, molti sostengono che furono i greci ad introdurla, gli stessi coloni sbarcarono su queste coste portando la cultura della vite e dell’ulivo a 360°. Allevata prevalentemente ad alberello, tuttavia non mancano impianti a spalliera: grappoli di medie dimensioni, buccia spessa e durante la maturazione – tardiva – acquisisce una tinta giallo dorato.
La Cantina tiene molto a questo varietale e riserva al Calabria IGT Bianco Mantonico il massimo degli sforzi compiuti in vigna e in cantina. Le vigne ubicate nell’area vitivinicola di Lamezia Terme risultano ben esposte, terreni ricchi di ferro e sabbia. Si inizia con pressatura soffice delle uve con fermentazione a temperatura controllata in botti di acacia da 30 hl (16 – 18 °C), l’affinamento avviene sulle fecce nobili per 4 mesi all’interno dello stesso contenitore, segue ulteriore riposo in bottiglia di circa tre mesi prima della vendita.
Paglierino vivace, luminoso, riflessi oro antico a bordo bicchiere, medio estratto. Esordisce al naso attraverso toni fruttati intensi che richiamano l’ananas maturo e la susina gialla, leggera vaniglia ravvivata ben presto da spunti di agrume, scorza di limone su tutti; il comparto floreale non tarda a palesarsi, ginestra e glicine aprono le porte a soffi di iodio, roccia bagnata dal mare e maggiorana. Il quadro olfattivo evolve anche a distanza di 24 ore mantenendo un appeal davvero interessante e complesso.
Il sorso è sinuoso, dominato da una spalla acida che tiene testa all’irruente sapidità che tuttavia non satura il palato; continui rimandi agrumati invogliano la beva. A mio avviso il vino dovrà ancora distendersi e guadagnare punti in tema d’equilibrio, ma è un buon segno considerando la stoffa perché è palese il potenziale evolutivo intrinseco. Quattro chiocciole abbondanti come la porzione di fileja, formato di pasta tipico calabrese, spadellata con polipetti, aglio, abbondante olio e peperoncino, che da queste parti non manca mai, ci mancherebbe altro.

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