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Roero Arneis Bastia 2020

Roero Arneis Bastia 2020 BattaglinoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2021


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: BATTAGLINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Si inizia sempre da un bianco, a maggior ragione a Vezza d’alba (Cn), borgo di circa 2.300 abitanti, dove ha sede la Cantina Fabrizio Battaglino, a metà strada tra Canale ed Alba. Il comune è inserito a pieno titolo nel disciplinare del Roero, territorio piemontese ubicato sulla sinistra del Tanaro. Non certo da bianco qualsiasi, l’etichetta fa parte della storica Docg piemontese nella declinazione a bacca bianca, base 100 % arneis.
Indubbiamente quest’ uva autoctona, assieme al nebbiolo, gioca un ruolo da superstar tra le colline del Roero. Bastia è una nota MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) sita in Vezza d’Alba (Cn), ad oltre 300 metri d’altitudine. Piena esposizione a sud-ovest, il terreno è caratterizzato da una matrice ricca di antiche sabbie marine, elemento che più di tutti contraddistingue il Roero dalle vincine Langhe, e tanto calcare. Quando sommati, questi due elementi sono in grado di conferire ai vini bianchi, eleganza, finezza e spiccata aromaticità. Complici di tutto ciò: escursione termiche tra giorno e notte ed esposizione dei vigneti, spesso ubicati su aspri pendii, scoscesi, e difficili da raggiungere.
La natura incontaminata qui regna sovrana, le uve crescono sane, baciate da sole e, soprattutto a queste altezze, godono d’ottima ventilazione. L’annata 2020, a dispetto di tutto ciò che di negativo è stata in grado di produrre per l’intera umanità, ha riservato al vino un trattamento di favore: definita dagli enti istituzionali “buona tendente all’ottimo con alcune punte di eccellenza”, sta manifestando un notevole quadro aromatico soprattutto per quanto concerne i vini bianchi. Il “Bastia” di Fabrizio Battaglino non fa certo eccezione.
Vendemmia manuale, zucchero residuo 0,5 g/l, acidità totale 5,90, 13,5% vol. Vinificato in solo acciaio a temperatura controllata (18°), non effettua la malolattica. Irradia il calice grazie ad una tinta paglierino vivace, luminosa, attraversata da lampi beige/verdolino; si muove lento nel bicchiere, l’estratto secco è pari a 20 g/l.
Al naso, la frutta a polpa gialla la fa da padrona, risulta croccante, dolce, golosa: susina, melone gialletto, pesca nettaria, ma anche albicocca, sentori che ben presto lasciano spazio a un comparto d’erbe aromatiche caratterizzato da maggiorana, fieno secco, timo limone e da importanti effluvi di calcare.
Il vino è ricco di struttura, si sente la potenza del terreno, tuttavia lo stesso non domina, soprattutto non satura perché l’alcol è ben amalgamato alla materia. In questa sua giovane fase di vita risulta succoso, pieno, dotato di verticalità gustativa, la salivazione è accentuata dalla freschezza, chiude una lunga scia sapida vero leitmotiv di tutti i vini targati Fabrizio Battaglino, questo lo vedremo nelle prossime due pubblicazioni.
Quattro chiocciole, a un soffio dalla quinta, mi riprometto di riassaggiarlo tra un paio d’anni per vedere se la conquisterà. L’ho abbinato a un classico branzino d’Orbetello, arricchito al suo interno d’aglio, timo e maggiorana, cotto al cartoccio su letto di patate novelle e rosmarino.

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