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Barolo Rive 2012

Barolo Rive 2012 NegrettiDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: NEGRETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Assaggiato a novembre di 5 anni fa, in compagnia di Maria Grazia Melegari (che ne scrisse allora) e degli altri colleghi del gruppo Garantito IGP, presso la sede del Consorzio, mi sembrava giusto riprovarlo oggi, dopo un ulteriore affinamento in bottiglia, visto che questa giovane azienda di La Morra (non ha ancora compiuto 20 anni) ha dimostrato di avere molte frecce al proprio arco.
Intanto voglio dire subito che sono molto contento che le nuove etichette dei vini abbiano perso questa tinta grigia a favore di un più sobrio bianco, spesso si dimentica quanto siano importanti i contrasti fra il testo e lo sfondo, soprattutto quando il vino si trova su uno scaffale insieme ad altri. La leggibilità è fondamentale, esiste una notevole fascia di persone ipovedenti o con problemi di vista, che viene penalizzata da etichette non pensate anche per loro.
Questo Barolo proviene dalla Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) Rive, che si sviluppa dalla frazione Santa Maria alla Cascina Bettolotti, la parte di vigneto di proprietà dei Negretti è quella più a nord-est, che chiude a punta, condivisa con Marchesi di Barolo e delimitata da Borgata Muratori a nord e Borgata Onorati a sud.
È forse la zona meno “classica” di questo pregevole cru, qui i tannini diventano più tenaci, quasi nello stile di Serralunga, per questa ragione 4 anni in più di bottiglia non possono che fargli bene.
Il colore è un bel granata caldo, affumicato, mentre il manto odoroso si apre senza fatica a note di fragola e ciliegia mature, petali di rosa e viola, una punta di arancia sanguinella, poi cipria, nuances di timo e alloro, l’atmosfera è fresca, la liquirizia è appena accennata, mentre colpisce per le pennellate di macchia mediterranea, una fase espressiva particolare che non avevo percepito nel 2016.
In bocca è proprio come me lo aspettavo, il tannino si è integrato bene e il frutto è generoso e maturo al punto giusto, si sente tutto il calore e l’ampiezza espressiva della migliore La Morra, c’è anche una buona base sapida che dà spessore al finale profondo e appagante. Il vino è indubbiamente cresciuto, ha mantenuto l’acidità e ha trovato i suoi equilibri mostrando una personalità che ha molto da raccontare.

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