Barolo Prapò 2016
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2020
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: LUIGI VICO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro
Il Prapò è una delle 39 Menzioni Geografiche Aggiuntive che risiedono in Serralunga d’Alba, con una superficie totale di poco più di 8 ettari, fa parte del Bricco della Cerretta e si posiziona sul versante orientale del crinale su cui si sviluppano le diverse MGA del comune. Qui regna sovrano il nebbiolo, per la quasi totalità destinato al Barolo, questo perché abbiamo a che fare con una serie di piccoli vigneti di notevole valore. Luigi Vico è riuscito a “conquistare” un appezzamento in questo cru molto ambìto, condiviso con aziende note come Ceretto, Scavino, Schiavenza, Germano e Fregonese (con questi ultimi due è confinante).
Il suo Barolo 2016 nasce da uve vendemmiate a metà ottobre, fermentate per quasi un mese in vasche di cemento, con opportuni rimontaggi e délestages; il vino matura poi per 24 mesi in botti di rovere da 25 Hl provenienti dalla foresta di Fontainebleau.
È molto bello quando hai la possibilità di notare le differenze fra un Barolo e l’altro; il Prapò si distingue per un colore più granato e trasparente, molto “classico”, e un bouquet sontuoso, più austero ma non troppo, con maggiore apporto di spezie e riverberi di viole essiccate, mentre i toni fruttati non richiamano la polpa fresca ma note di ciliegia e prugna sotto spirito, fragola macerata; anche lasciato respirare, esprime un carattere più severo, con la liquirizia in primo piano e sfumature terrose, profonde, con ventate balsamiche e mentolate.
Al palato emerge tutta la sua personalità, molto fedele ai tratti del Prapò, con un tannino importante ma di grana fine, che segnala grandi possibilità evolutive, confortato anche da una viva freschezza, il finale lungo e complesso richiama note di liquirizia e cacao. Non nascondo che questo è il “tipo” di Barolo che preferisco…