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Valpolicella Classico Superiore 2018

Valpolicella Classico Superiore 2018 BrunelliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2020


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina veronese 65%, rondinella 25%, corvinone 10%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


A qualcuno potrà sembrare un’eresia, ma a mio avviso il vino Valpolicella, nelle versioni “Classico” e “Classico Superiore” è l’elemento che rappresenta al meglio la storia del territorio veronese. L’Amarone, certo, ha conquistato mezzo mondo, è diventato così famoso che pochi ricordano che è “della Valpolicella”, ormai è solo Amarone. Ed è un peccato, perché per quanto buono (non sempre), rimane un vino elitario, non solo per il costo ma anche per l’enorme struttura e alcolicità che lo caratterizzano. In parte una certa responsabilità l’hanno avuta anche quei produttori che, per inseguire il mercato, hanno finito per destinare le uve “minori” al Valpolicella, aumentando sempre di più la produzione dell’Amarone. Un tempo il vino ottenuto da appassimento sui graticci era la rarità, il vino delle grandi occasioni, oggi la situazione è completamente cambiata e il Valpolicella è passato in secondo piano, anche perché rientra in una fascia di mercato che trova molti concorrenti agguerriti in tutto lo Stivale.
Continuo a pensare, invece, che il Valpolicella merita ben altro spazio, soprattutto quando è buono come questo di Brunelli, ottenuto principalmente da corvina veronese, con una quota di corvinone e rondinella, affinato per circa 15 mesi in rovere di Slavonia.
Ha colore granato trasparente con ricordi rubini e un bouquet dove emerge la viola e un bel frutto, prugna e amarena, ribes, poi mentuccia e altre erbe aromatiche, sfumature di mandorla e liquirizia.
Al palato colpisce per freschezza e sapidità, restituisce bene il frutto, maturo al punto giusto, tannino di ottima trama anche se ancora leggermente scalpitante, porta con sé quella bevibilità che ti aspetti dalla tipologia senza essere per nulla banale, il finale è venato da ritorni di erbe e spezie. Quattro chiocciole alte.

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