Federico Montagnani ci racconta cosa significa per lui la parola vignaiolo

La parola vignaiolo ha un significato molto semplice, coltivatore della vigna, ma legata a sé però, ha un mondo pieno di sfaccettature, infatti sui vignaioli si sono accesi sempre più i riflettori della moda in un processo inarrestabile.
Federico Montagnani è un giovane vignaiolo toscano che, insieme alla moglie Romina, gestisce l’azienda di famiglia, Tenuta Montagnani, tramandata dal 1685 e situata a San Gimignano. Dopo diverse esperienze e una continua formazione, Federico torna in azienda nel 2006 riprendendo la tradizione del nonno e dopo undici anni e tante prove in vigna per riuscire a capire come produrre al meglio l’uva delle sue vigne, nel 2017 prende vita la sua prima bottiglia, coronando il suo sogno di produrre vino.
Gli abbiamo chiesto qual è la sua visione del termine vignaiolo.
«Il Vignaiolo spesso sceglie questa definizione per distinguersi dal contadino, ma secondo me non può esistere l’una senza l’altra anche perché, altrimenti, il vignaiolo sarebbe solo un imprenditore della vigna, della monocoltura, molto distante dal legame vero con la terra e i “riti” contadini.
Sì esatto, proprio i riti contadini. Non c’è niente di mistico dietro a questa parola, anzi, in questo caso è quanto di più terreno possa esistere, ma racchiude il sentimento, il rispetto, la consapevolezza per la casa di ogni contadino, quella che cambia continuamente i colori alle pareti, senza tetto, chiamata terra.
Credo quindi che, vignaiolo, sia solo un anello di un grande cerchio chiamato contadino e io quello sono, un vignaiolo, ma contadino. Sono tutto quello che i miei antenati sono stati prima di me. La sintesi dei risultati che essi hanno raggiunto, la sintesi dei loro equilibri: l’equilibrio di una pianta in fondo, dipende solo dall’equilibrio che la circonda ed essa stessa crea. Questa è la mia equazione di vita. Questo è quello che racchiudono i miei vini, essenza di vite».
Da questa tua riflessione, sulla parola vignaiolo e sul suo significato di coltivatore della vigna, ne è nato uno spunto di riflessione sull’essenza di questo termine e sull’interpretazione del suo significato. A tuo modo di vedere artigiano e vignaiolo sono parenti stretti?
Vignaiolo è colui che coltiva la vigna, artigiano colui che fa produzioni a livello familiare di prodotti non in serie, ma si può dire del vino prodotto in serie? Questo è il significato di queste parole e non per forza sono legate tra loro.

Come ci si può orientare in modo corretto in una serie di definizioni e attributi che vengono utilizzati in modo, a volte, generico e superficiale?
È una questione piuttosto complessa, perché spesso – come si è visto negli ultimi anni – vengono utilizzate nuove terminologie dove i produttori cercano di distinguersi, come vignaiolo, artigiano, naturale; ma poi se le esaminiamo nel loro significato non hanno quel senso. A mio avviso il consumatore appassionato, dovrebbe soffermarsi sul conoscere il produttore, aldilà dei termini, ma nella sua vera essenza.
Esiste un rapporto fra vignaiolo e modo di lavorare in vigna e cantina? Ovvero il vignaiolo è automaticamente sinonimo di approccio più “naturale”?
Non è detto, credo che la vera differenza la faccia il legame con il territorio, il mestiere e i vigneti preservati nei decenni, tramandati di generazione in generazione. Se si riesce in questo, tutte le definizioni possono venire di conseguenza.
Fosca Tortorelli



