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Settore Vino al tempo di Covid-19, come si sta muovendo il Consorzio Tutela Vini Vesuvio

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Cambia tutto velocemente di giorno in giorno, in questo momento le aziende vitivinicole sono senza dubbio attive, ma colpite in modo importante da questa pandemia generalizzata, conseguenze non semplici quelle che dovranno affrontare e che stanno affrontando in questi giorni di restrizione. Preoccupazione generalizzata tra i produttori e tra gli organi di rappresentanza di questi ultimi, ma sicuramente per nulla immobili e operativi in modo costante e diffuso. Prima di tutto la natura non sente ragioni e il lavoro da svolgere in campagna è sicuramente impegnativo, ma le conseguenze quali saranno? Come ci si dovrà porre una volta rientrata l’emergenza?
Non ultima la resa, ormai annunciata, anche di Veronafiere, sottolineato dal presidente Maurizio Danese. «Il perdurare dell’emergenza Coronavirus a livello nazionale, con il susseguirsi dei decreti urgenti della presidenza del Consiglio dei ministri, e la più recente propagazione dello stesso a livello europeo e non solo, hanno reso improcrastinabili alcune decisioni. Per tali ragioni Il consiglio di amministrazione, d’intento con la direzione generale e il management, ha deliberato oggi in merito a molteplici aspetti essenziali per il proseguimento dell’attività del Gruppo. Fra questi, la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati. Occorre ricordare – conclude Danese – che questa situazione complessa ha avuto un impatto dirompente anche sull’industria fieristica europea. Ad oggi, sono oltre 200 le manifestazioni sottoposte a revisione di calendario, con una perdita complessiva che sfiora i 6 miliardi di euro e 51.400 posti di lavoro a rischio, senza considerare l’indotto e la perdita di 39 miliardi di euro di export generati dalle rassegne internazionali per le PMI europee Campania Vitivinicola». Per la prima volta nella propria storia, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione, con una riprogrammazione al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati, e con la messa a disposizione del settore e del sistema della promozione, per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende.
I vignaioli sfruttano sicuramente questo momento per seguire la vigna, ma i pensieri sono tanti. Ciro Giordano, presidente del Consorzio tutela vini Vesuvio, ci racconta come si sta muovendo in questo delicato momento.

Ciro Giordano
Ciro Giordano

L’attuale emergenza sanitaria sta colpendo la filiera agroalimentare e turistica della nostra Regione, come si sta muovendo il Consorzio in tal senso?
Innanzitutto ci siamo mossi sotto il profilo dell’informazione nei confronti della filiera, incrementando la nostra newsletter con informazioni e documenti disponibili utili per affrontare l’emergenza. Inoltre il 6 marzo insieme a tutti i consorzi di tutela italiani abbiamo firmato e inviato una comunicazione al Governo e alla Ministra Teresa Bellanova, evidenziando le preoccupazioni e le difficoltà in cui ci siamo venuti a trovare (blocco ordini e attività di accoglienza, incassi ecc.) e abbiamo elencato alcune misure straordinarie per affrontare e superare questo momento di crisi ed evitare che questa epidemia crei danni irrecuperabili ad uno dei settori pilastro della nostra economia in Italia, con oltre 100 mila operatori coinvolti ed una produzione in valore di circa 9 miliardi di euro l’anno. Documento accolto.

Le Idee e i progetti di promozione del brand Vesuvio e del territorio avviati nei mesi scorsi per creare valore economico e sociale per i produttori e per la Denominazione, sono oggi ancor più rilevanti alla luce del momento critico da “effetto coronavirus”. Come vi state regolando?
La promozione è una delle missioni del Consorzio insieme a valorizzazione, tutela e vigilanza ed è inserita in un modello di valore (sviluppo) che il consorzio si è dato anni addietro. Naturalmente la promozione costituisce anche la parte più rilevante sia in termini di risorse destinate che di impegni progettuali. Attualmente il nostro programma di iniziative progettato per il 2020 e 2021, subirà uno slittamento di almeno sei mesi tranne che per gli incoming USA NY previsti per fine anno 2020. Tra le numerose azioni poste in essere e programmate ci sono masterclass, presentazioni, open day, partecipazioni a fiere in Italia ed Europa ma anche educational tour.
Il consorzio inoltre si è reso promotore di un nuovo strumento di programmazione territoriale il Distretto Agroalimentare di Qualità Vesuvio, riconosciuto ad inizio di marzo, sarà una nuova sfida per tutto il territorio.

Quali sono i maggiori timori? Calo nei consumi? Come si stanno ponendo i produttori?
“La preoccupazione più grande sarà la gestione del cambiamento, è impossibile sapere ora come dovremo adattarci alla situazione che si prospetterà al termine dell’emergenza, perché sicuramente a livello italiano e globale cambieranno molte cose. Nel nostro piccolo, abbiamo dato sempre il meglio di noi stessi nei momenti di crisi, pertanto credo che la filiera Vesuvio saprà trovare un nuovo equilibrio”.

Azioni efficaci possibili? Maggiore gioco di squadra?
Il consorzio di tutela è già una “squadra” perché ha definito obiettivi, azioni e ruoli, ma rimane sempre limitata alla filiera vino, pertanto l’efficacia potrà essere incrementata solo se riusciremo a costruire una cooperazione formale più ampia, tra imprenditori agricoli, università e centri di ricerca, associazioni e pubbliche amministrazioni, operatori economici, per la gestione sostenibile delle risorse del territorio vesuviano, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio, nel quale sperimentare politiche diffuse e condivise orientate ad aumentare la sostenibilità, la biodiversità, la competitività, l’autenticità e la reputazione del territorio con un’attenzione specifica alla coesione e responsabilità sociale, alla diffusione di nuove conoscenze, alla mitigazione degli effetti che il global change può avere sulla qualità dei prodotti, alla qualità del paesaggio e al benessere dei cittadini.

A livello di promozione territoriale avete pensato di avviare un piano multimediale (video, web, canali social media)?
Abbiamo sviluppato un piano di comunicazione web social media e commissionato il lavoro ad una agenzia locale specializzata in social media marketing per il 2020 e 2021, allo scopo di incrementare la nostra comunicazione.

Bisogna sviluppare ora nuove strategie di marketing a supporto delle economie dei produttori e del territorio, avete già idee in merito?
Abbiamo diverse idee in cantiere su cui stiamo lavorando, una su tutte è quella di creare più stretti legami e partnership con la filiera campana del cibo (vedi l’attuale cooperazione con il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP), ma abbiamo anche in essere azioni per creare maggiore efficacia per l’enoturismo sul Vesuvio (accordo per sentieri con il Parco nazionale), e di selezioni clonali per una maggiore autenticità e identità delle nostre produzioni a D.O.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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