Campi Flegrei Pèr ‘e Palumm 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2020
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: piedirosso
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: AGNANUM
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Mi sono accorto nella mia vita di avere una grande fortuna, non sono affetto da dipendenze. Intendiamoci, non in modo cronico e irrimediabile! Mi è capitato in momenti difficili di abusare un po’ di dolci e, in particolare cioccolata fondente, mi è capitato di mangiare troppo in fase giovanile quando avevo i tormenti della crescita, ma sono sempre state fasi passeggere. Non mi sono mai ubriacato, mi sono sempre fermato prima, semplicemente perché non avevo più voglia di bere. Non ho mai acceso una sigaretta, ho fumato la pipa per qualche anno, perché mi piaceva tutto il processo di preparazione, il profumo del tabacco aromatico, il materiale e la forma dell’oggetto, il calore che nelle passeggiate invernali confortava e rassicurava. Punto. Poi ho smesso e non ho mai più fumato, senza soffrirne. Ecco, la mia fortuna è data dal fatto che se interrompo qualcosa non ne soffro, riesco sempre a compensare con altro, a spostare l’attenzione, a trovare alternative meno dannose.
Con il vino mi è capitato in più occasioni di non berne per settimane, senza per questo andare in crisi. Certo, non è che la sua assenza non avesse conseguenze, mangiare senza poter accompagnare la pietanza con un buon vino fa sempre dispiacere, ma se sento che per un po’ è meglio farne a meno lo faccio. Stacco…
Ora però non è il momento, anche perché ho di fronte un signor vino, frutto di quel vitigno che a mio avviso è fra i migliori che ci siano in Campania, mai presuntuoso, sempre incline a dare piacere e non a deliri di onnipotenza. Quello proposto da Raffaele Moccia, prodotto in soli 4.500 esemplari, è un fulgido esempio delle sue doti migliori, rivela un corredo fruttato dolce eppure affilato, una speziatura naturale, istintiva, non figlia del legno ma piuttosto del terreno vulcanico dove la pianta si nutre, più di minerali che di sostanza, ma a quanto pare se ne giova non poco.
In bocca manifesta un gioco sottile e del tutto particolare, come se le molecole fossero in continuo movimento, elettrizzate da una viva energia, ma allo stesso tempo trovassero fra loro una incredibile armonia.
È fantastico di questi tempi trovare un rosso di rango che non arriva a tredici gradi, ti permette di goderne senza fatica, di sorseggiarlo con enorme piacere in qualsiasi ora del giorno, di viaggiare con lui senza cerchi alla testa, semmai sentendosi di qualche centimetro sollevati da terra, come su un cuscinetto d’aria. Un’improvvisa, meravigliosa leggerezza…