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Frascati Superiore Luna Mater 2007

lunfon07Degustatore: Fabio Cimmino
Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2009


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: malvasia bianca 50%, malvasia del Lazio 20%, trebbiano toscano 10%, greco bianco 10%, bombino bianco 10%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: FONTANA CANDIDA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Dopo aver letto i proclami del direttore di una famosa rivista di settore che l’ha definito “il miglior Frascati di tutti i tempi!” (sic…) la curiosità era tanta, non di meno le aspettative. Non di facilissima reperibilità in enoteca mi sono dovuto rivolgere, tramite un amico, direttamente al Gruppo Giv, di cui l’azienda Fontana Candida fa parte, per poterne acquistare alcune bottiglie. Si tratta della nuova selezione di punta che si affianca al Vigneto Santa Teresa, cru di Frascati considerato l’altro fiore all’occhiello della produzione di questa cantina. Il colore è decisamente concentrato, dorato brillante. Il naso è esuberante, esotico, intenso ma non particolarmente ricco dal punto di vista delle sfumature. Solo qualche vago accenno di natura minerale che rimane, sempre, sottotraccia. Sicuramente il tempo non potrà che aiutare in una direzione di una maggiore complessità quando l’irruenza giovanile si sarà placata e lo spettro olfattivo del vino disteso su toni più sobri ed eleganti. L’annata calda, la maturazione spinta e la successiva sovraestrazione hanno contribuito al generoso contenuto zuccherino delle uve comprimendo i profumi sotto una esagerata cappa alcolica. Quello che colpisce negativimente è, infatti, proprio e soprattutto, l’alcolicità del vino che più di essere sostenuta dalla giusta acidità abbisogna di una temperatura di servizio costantemente bassa per evitare che una certa stanchezza gustativa ne comprometta irreparabilmente la beva. Il finale conferma questa sensazione con il suo retrogusto ammandorlato ed una leggera punta d’amaro. Potenza e struttura notevoli ne consentono una variegata possibilità di abbinamenti ma eviterei preparazioni delicate di pesce o piatti troppo semplici il cui essenziale minimalismo rischierebbe, inevitabilmente, di essere travolto dalla voluminosità del vino. Per l’ambizione del tentativo e considerata la denominazione di riferimento è un vino che potrebbe aspirare tranquillamente alle quattro chiocciole ma non mi sono sentito, al momento, di andare oltre le tre.

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