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Eurhop 2014 a Roma: pronti, via! 300 ottime birre sono un buon motivo per esserci


Lo scorso anno Eurhop Beer Festival ha consacrato Roma capitale europea della birra e Manuele Colonna imperatore dell’evento (anche l’esasperata magnificenza urbanistica dell’Eur, zona che ospita la manifestazione, ben si presta volenti o nolenti, a certi epiteti).
Del Colonna ho parlato diverse volte, sarebbe stato impossibile non farlo data la sua influenza sul movimento della birra artigianale in Italia, e in particolare a Roma, come spesso ripetuto, città di riferimento per gli appassionati.

Oggi 3 ottobre parte la seconda edizione del festival, organizzato ancora dal Ma Che Siete Venuti a Fà di Roma in collaborazione con Publigiovane Eventi. Per tre giorni lo scenografico Salone delle Fontane all’Eur ospita una spettacolare selezione di oltre 50 birrifici da tutto il mondo disposti tra i 45 stand e le marmoree colonne dell’edificio, a disposizione anche lo spazio esterno che si apre sulla grande fontana luminosa.
La selezione, curata dallo storico pub, comprende la parte migliore della nostra scena nazionale: pioneri, nuovissimi, affermati, classici, anarchici, storici, sperimentali, itineranti, sfrontati, conservatori, esterofili, insomma birrifici ottimi, Birrificio Italiano, Birra del Borgo, Baladin, LoverBeer, Montegioco, Extraomnes, Foglie D’Erba, Retorto, Bi-Du, Carrobiolo, Amiata, Rurale, Birrone, Lambrate, L’Olmaia, Pontino, Ducato, Lariano, Menaresta, Vento Forte e tutti gli altri. →Qui la lista completa.

Hilary Antonelli con Jean Van Roy di CantillonAnche oltre i confini l’ampia scelta corre lungo gli estremi, si va da coloro i quali non hanno bisogno di presentazione alcuna, Cantillon e Brasserie de La Senne per dirne due, fino ad un’interessante novità, lo spazio dedicato ai birrifici franconi, tratto distintivo su cui Manuele è irraggiungibile e sui quali il mio fianco è sempre troppo offerto e scoperto, e soprattutto ad una partecipazione di Polonia e Repubblica Ceca, finora troppo poco esplorati dalla maggior parte dei publican nostrani.
La formula è la stessa vincente dell’anno scorso, si paga il biglietto di ingresso in cui è compreso il bicchiere, i gettoni e una guida. I gettoni, dal costo di 1 euro ciascuno, permettono una serie di assaggi senza bisogno di riempire il bicchiere. Ovviamente viene proposta anche un’offerta gastronomica. Sul sito sono presenti tutte le informazioni necessarie.
Elemento distintivo e piuttosto allettante è la presenza dei birrai che più di ogni altri portano con sé passione e interesse nel delucidare, informare, condividere e consigliare. Ma di fronte ad un’offerta del genere, la stessa meravigliosa sequenza di nomi per cui nella mia ultima settimana ho rispettato un sano ritiro pre-festival che mi ha visto bere più acqua di miss Italia, di Del Piero e del suo uccellino, scalare l’Everest senza ossigeno e anche il Nanga Parbat, vedere la rondine che fa primavera all’inizio dell’autunno, farmi odiare pure quell’unica particella di sodio rimasta… insomma di fronte alle circa 300 birre, viene in aiuto dei visitatori la sacra guida.

Distribuita all’ingresso, si tratta di un depliant comodo da portarsi dietro, in cui sono ben descritte le birre e i birrifici presenti. Un utile segno di spunta aiuta a ricordare se la birra è stata gradita, ma soprattutto se è stata bevuta, dato che la memoria è l’ultima capacità su cui fare affidamento durante una manifestazione del genere.
E seguire i propri gusti, o le proprie inclinazioni di gusto per i meno esperti, e senza snobismo alcuno, è forse tra gli approcci più divertenti laddove l’offerta è praticamente infinita tra rarità, botticelle speciali e altre perle che altrove non è possibile assaggiare.
Ovviamente in programma anche percorsi guidati e racconti della birra, dato che sarà presente anche Lorenzo Kuaska Dabove, per chi avesse una momentanea amnesia, colui che è considerato il massimo esperto italiano di birra belga, lo stesso che viene citato più di Einstein, Giovanni Paolo II e Barack Obama, con la sua: “Non esiste la birra, esistono le birre” (e ad Eurhop ne esistono davvero tante aggiungerei).
Non rimane molto da aggiungere se non darsi appuntamento al Salone delle Fontane e al dopo festival. Anche perchè ho intenzione di sfruttare a fondo la guida con le caselline da spuntare, del resto ho sempre amato nella Settimana Enigmistica compilare le liste e unire i puntini.

Hilary Antonelli

Appassionata di birra artigianale, con un debole da anni per Franconia e West Coast USA coltiva quotidianamente la sua passione tra pub, amici publican, birrai e non, e viaggi fino all'altro capo del mondo. Lasciando poco spazio alle mode, il suo posto preferito era e resta il bancone del pub. Tra una birra e l'altra si occupa di promozione e tutela del Made in Italy agroalimentare nel mondo.

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