Lugana Santepietre 2007
Degustatore: Fabio Cimmino
Valutazione: @
Data degustazione: 02/2009
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: trebbiano di Lugana
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: LAMBERTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro
Quando il “direttore” mi ha chiesto di contribuire a questa rubrica ne sono stato particolarmente felice. Mi piace andare a curiosare tra gli scaffali dei supermercati. Ed era un po’ di tempo che non lo facevo tra quelli della GDO. Ho scelto una grande superficie come quella dell’Auchan di Nola realizzato all’interno del “Vulcano Buono” (http://www.vulcanobuono.it), nuovissima e spettacolare struttuta inaugurata poco più di un anno fa e frutto di un ambizioso progetto dell’architetto Renzo Piano. Auchan ha, come sempre, allestito un apposito spazio dedicato al vino, “La Cantina”, destinato a presentare le sue selezioni. Devo dire di essere rimasto sbalordito non tanto per l’offerta che già ricordavo (ancor di più in Francia) particolarmente ampia ed articolata ma soprattutto per alcuni prezzi. Lasciamo perdere le etichette blasonate che pure qui non mancano ma i cui prezzi non mi sono sembrati particolarmente convenienti (non discostandosi più di tanto da quelli praticati in un’enoteca onesta), quello che mi ha colpito sono i molti vini Doc sotto i tre e, perfino, i due euro. Ma anche Docg come Barolo e Barbaresco intorno ai 10 euro. Sarebbe molto interessante acquistare un certo numero di queste etichette, privilegiando quelle di denominazioni più rappresentative, per sottoporle, alla cieca, ad un panel di degustatori esperti e vedere cosa ne viene fuori. Io sono partito con questo Lugana in maniera abbastanza casuale. Posso assicurarvi che la tentazione di pescare tra vini dal prezzo inferiore, veramente tanti quelli in offerta, è stata forte. Mi riprometto di farlo prossimamente. Conoscevo già la linea Santepietre di Lamberti perché presente a bordo di alcune tratte aeree internazionali con il suo Soave Doc. Questo Lugana pur diverso nell’uvaggio e nell’annata non si discosta molto dall’impressione che avevo avuto in quelle due, tre occasioni che avevo assaggiato, in volo, il Soave. Il colore è piuttosto scarico. Il naso debole con una netta predominanza di note fruttate, mela e pera, e qualche vago accenno floreale. Al palato entra sottile, acidulo con retrogusto ammandorlato. Sulla distanza direi: noiosetto. Quello che posso, sicuramente, dire è che la bassa gradazione alcolica combinata ad un acidità calibrata riesce, almeno, a preservarne la beva snella ed abbastanza scorrevole. Troppo poco per andare, considerato il prezzo, oltre la chiocciola.