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Con l’avvicinarsi del periodo estivo, molti Italiani andranno alla scoperta della bellissima regione francese della “Vallée de la Loire“, una delle più romantiche e affascinanti valli fluviali di tutta Europa. La fama degli Châteaux de la Loire è universale, i luoghi sono incantevoli, parchi e dimore reali infiniti, tutti curati perfettamente nei minimi dettagli, ma viaggiando in questa zona non bisogna tralasciare la degustazione dei moltissimi bei vini qui prodotti. La Valle della Loira è una delle aree più interessanti e ricche di vitigni e vini di tutta la Francia; Melon de Bourgogne, Sauvignon Blanc, Cabernet Franc (per menzionarne alcuni) danno in queste AOC (Appellation d’origine contrôlée) il massimo della loro espressione, ma al contempo rimane una di quelle aree francesi meno conosciute all’estero, soprattutto in Italia. In particolare, una delle zone meno note è quella del Vouvray, un’area AOC, già vinificata dai monaci nel medioevo, che prende il nome dal comune omonimo, e che rimane vicino alla più conosciuta cittadina di Tours, famosa anche per il suo bellissimo castello, e per essere iscritta al patrimonio UNESCO. Questa AOC è formata da circa duemila ettari di vigneti piantati principalmente con uva Chenin Blanc (ad eccezione di pochi ettari di Arbois, uva bianca, non da confondersi con la zona dello Jura dove viene prodotto l’omonima AOC). Un vitigno francese il cui nome è conosciuto al mondo più grazie ai produttori del Sud Africa, i quali l’hanno adottato, ed intensamente promosso, ma d’altronde questa è una delle politiche dei produttori francesi, bisogna fare conoscere in primis il territorio, il terroir e poi parlare dell’uva che ci si pianta, alcune volte come nel caso del pinot noir in Borgogna, queste associazioni uva/aoc sono più immediate, ma non è sempre così come per esempio nel caso del Vouvray.
Lo chenin blanc, è un vitigno pregiato conosciuto per saper donare vini con altissima intensità di sapori e acidità, con sentori che spaziano dal miele alla mela, alle noci, all spezie esotiche, proprio grazie all’ottima acidità le annate migliori della versione molleux possono competere per longevità e qualità con i migliori Sautèrnes. Il Vouvray si presta a diversi tipi di vinificazione, infatti lo troviamo sul mercato sia in versione ferma, sia spumante che dolce, inoltre segue una classificazione del contenuto degli zuccheri che va dal sec al demi sec, molleux (generalmente quelli affetti da muffa nobile) a doux o liquoreux . La cosa interessante è che la decisione, di fare dei vini spumanti piuttosto che dolci, viene presa in base all’annata, ed è legata agli eventi atmosferici. Le annate storiche sono anche quelle che sono state più calde, capaci di produrre dei fantastici vini dolci, mentre quelle più fresche producono maggiormente vini fermi e spumanti. Bisogna ricordarsi, che siamo in aree non molto distanti dalla regione Champagne, e che sono non proprio facili per la produzione e gestione vinicola. Logicamente all’interno del Vouvray, ci sono aree più d’altre che sono devote alla produzione dei vini dolci, in quanto i vigneti hanno una collocazione vicina a zone più umide, che li predispone ad essere affetti dalle muffe nobili, ma anche per i cambiamenti climatici che avvengono frequentemente lungo la vallata.
Tra i più grandi produttori di questa zona possiamo menzionare: Domaine Huet – www.huet-echansonne.com Domaine La Peu de la Moriette Château Moncontour – www.moncontour.com Philippe Foreau
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