Colli Bolognesi Classico Pignoletto 2003
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@
Data degustazione: 07/2004
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: pignoletto
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: MONTEVECCHIO ISOLANI – Azienda Agricola Cavazza Isolani
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro
Il pignoletto è un’uva le cui origini sono ancora incerte, tant’è che gli studiosi, fino a che non avranno avuto modo di venirne a capo, preferiscono considerarlo parte della famiglia dei grechetti, ovvero quella numerosa famiglia di uve – molto diverse tra loro – importate dai coloni greci provenienti da diverse regioni. Sta di fatto che questo vitigno alberga nella zona dei colli bolognesi da molto tempo e ha una storia antichissima, infatti Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”, scritta nel I secolo d.C., parla di un vino chiamato “Pino Lieto” che “non è abbastanza dolce per essere buono”, questo perché gli antichi romani prediligevano il vino dolce. Dopo la distruzione dei vigneti italiani provocata dalla fillossera, la maggior parte degli agricoltori, versando in serie difficoltà, pensò bene di reimpiantare quei vitigni che potevano avere una buona resistenza agli attacchi batterici e soprattutto capaci di produzione abbondante. E il pignoletto era sicuramente fra questi. Come per tante altre varietà (ad es. il trebbiano, tanto per citare la più diffusa), ci sono voluti anni e forte impegno da parte dei viticoltori per portare il pignoletto ad esprimere le sue qualità. Il lavoro attento in vigna, la selezione clonale, la riduzione progressiva della quantità d’uva per pianta ha consentito ad aziende come Montevecchio Isolani di proporre vini ottenuti con il pignoletto, assolutamente validi, piacevoli e perfettamente abbinabili alla cucina regionale. Ed il Colli Bolognesi Classico Pignoletto 2003 ne è un chiaro esempio, con il suo colore giallo paglierino medio con nuances verdoline ed un naso fine e caratteristico, giocato su note di erbe mediterranee, banana, ananas e cedro. Al palato è molto fresco e gradevole, dispone di una bella sapidità che permane su un letto di agrumi che si ripropongono acattivanti, quali cedro e pompelmo. Il finale è più che soddisfacente e coerente con la tipologia. Sfiora le tre chiocciole.