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Ci è capitato in passato di fare qualche critica allo svolgimento della manifestazione vinicola più importante d’Italia. Troppa confusione, difficoltà di rapporti con i produttori, disagi per la ressa agli stand, nei bar e nei ristoranti, problemi considerevoli di traffico, pubblico caotico e chiassoso. Certamente non è facile gestire un evento di tale portata. Eppure quest’anno qualcosa è cambiato, possiamo dire radicalmente. Nonostante l’ulteriore incremento, ovviamente positivo, sia di visitatori (+ 5% per un totale di circa 137.000) che di espositori (sfiorati i 4.000), abbiamo assistito ad un evento straordinariamente equilibrato e produttivo. Tutto si è svolto nel migliore dei modi, favorendo i contatti fra clienti ed espositori. Un pubblico di qualità, più informato e colto, interessato a conoscere i “maestri” del vino più che a bere etichette famose. Segnale evidente di una crescita generale dei consumatori, confermata dalle parole degli espositori che hanno detto di non volere un Vinitaly completamente chiuso ai non operatori: “Sono loro che poi comprano o chiedono i nostri vini al ristorante”, hanno commentato in molti. I giornalisti (ben 2.400 da 60 Paesi) hanno potuto lavorare senza incontrare difficoltà. I rapporti commerciali sono stati mediamente proficui e soddisfacenti. I servizi all’interno e all’esterno della fiera sono nettamente migliorati.
Mai come quest’anno il Vinitaly si è dimostrato il miglior punto di incontro tra produttori vitivinicoli, distributori, ristoratori e importatori di tutto il mondo, una fucina di idee nuove, una manifestazione indispensabile per il rilancio del settore. Anche la pubblicità dell’evento (bellissimi i cartelloni esposti nei punti chiave della città) ci è sembrata nettamente migliorata. Insomma, un’occasione per respirare un’aria quasi festosa e carica di energie positive. Energie che sembrano aver influenzato l’intera città, questa volta più aperta e preparata a ricevere i numerosi ospiti. Fondamentali sono state anche le iniziative collaterali proposte durante la manifestazione, come Vinitaly for you, dedicata agli appassionati, ai consumatori e agli operatori, che si è svolta nella prestigiosa sede della Gran Guardia, a Piazza Bra per valorizzare i vini e i prodotti di qualità. Ci è particolarmente piaciuto il progetto “Via Insieme!“, nato dalla collaborazione fra Veronafiere e l’Associazione Ristoratori Veronesi, aderente all’ASCO (Associazione Commercianti), che prevedeva per i clienti di alcuni ristoranti della città la possibilità di portare a casa con sé le bottiglie di vino aperte durante il pranzo o la cena. Un’iniziativa lodevole che ha il merito di aiutare il consumatore a superare l’imbarazzo di chiedere personalmente di poter tenere il vino avanzato durante la cena (sarebbe suo diritto farlo, visto che lo ha pagato). Va tenuto presente che molti vini hanno un costo non indifferente e, una volta ordinati, è naturale poterne bere senza eccedere nella quantità, senza sentirsi in dovere di svuotare la bottiglia pur di non perderne il prezioso contenuto. Il 38° Vinitaly chiude quindi positivamente ed è già giudicato da molti il migliore degli ultimi 20 anni. Il presidente di Veronafiere Luigi Castelletti, annuncia soddisfatto: “Vinitaly non chiude oggi. Vinitaly è una manifestazione che dura tutto l’anno, offrendosi come vetrina dei migliori produttori italiani in giro per il mondo”. Prossimi appuntamenti a giugno in Russia, a ottobre negli Stati Uniti, a novembre in Cina, a gennaio 2005 in India…e poi si ricomincia da Verona.
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