Trebbiano d’Abruzzo Darìs 2000
Degustatore: Maurizio Taglioni
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2002
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: trebbiano d’Abruzzo
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: DARIO D’ANGELO WINES – Blu Antares
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Fanno bene i produttori abruzzesi a concedere ben poco terreno ai vitigni del resto del mondo… a volte qualcosa, il minimo indispensabile per ritagliarsi spazi in mercati dove proprio si deve sottostare ai dettami del gusto instauratosi nei decenni passati, ma comunque ben poco. Qui l’arte e la pazienza contadina e montanara sanno aspettare, sanno migliorare il proprio prodotto con il quale hanno un legame antico, aspettando che il gusto mondiale cambi registro, che passi dal gusto per l’omologazione al gusto per la tipicità, e ciò che sta avvenendo ormai ovunque sta dando loro ragione. Vignaioli dell’entroterra teatino-pescarese e del teramano sfornano prodotti ottenuti da trebbiano d’Abruzzo e montepulciano di sempre migliore qualità ed alcuni tra di loro hanno ormai raggiunto la ribalta nazionale ed internazionale. Un produttore che sta percorrendo questa stessa strada e sta raggiungendo i livelli qualitativi dei suoi per il momento più blasonati conterranei è Dario D’Angelo. Apprezzammo già un anno fa i suoi vini da trebbiano ed in particolare il prodotto di punta, il Darìs dell’annata 1999, ed ora, con i calici contenenti l’annata 2000 siamo ad apprezzare gli ulteriori progressi di questo bianco da monovitigno, vinificato ed affinato in tonneau di rovere. Si rimane subito impressionati dal colore intenso, dorato, luminosissimo del liquido; nel farlo roteare si capisce immediatamente la grande carnosità che lo avvolge, la ricchezza di estratto e di alcoli nobili. Compostissimo nel bicchiere che resta ben grasso al passaggio del vino, che poi scende in lacrime lente e decisamente larghe. Lo avviciniamo al naso e troviamo quanto ci aspettavamo: tanto frutto maturo, più dello scorso anno, pesca gialla matura e frutta tropicale quale ananas maturo e mango. L’opulenza del frutto è magnificamente alleggerita da sensazioni vegetali di nocciola verde, di erbe di montagna e fiori di ginestra. Dopo l’ossigenazione si notano di più le note dolci di miele e di vaniglia che ricordano i profumi di alcuni vini da vendemmia tardiva e si avverte una sottile speziatura di zafferano. Intensità, persistenza ed eleganza piene. In bocca si ripete: opulento, grasso ma anche ben sostenuto da vena acida e media sapidità, polposo del frutto avvertito all’olfattiva e lungo nelle sensazioni. Finale fruttato, dolce, avvolgente e profumato del profumo che hanno le montagne d’Abruzzo d’estate. E’ un vino che si concede subito, pronto da gustarsi anche appena stappato, segno che con la solfitazione non ci si è andati pesanti. Pronto anche dal punto di vista dello stato evolutivo, visto che si mostra con tutte le componenti già ben amalgamate e tra loro in equilibrio. Servitelo a 10°, in estate anche più freddo, stappando all’ultimo momento, in calici per vini bianchi ricchi di corpo, bene quelli importanti da chardonnay, da Borgogna bianco, non avendo il Darìs nulla da invidiare a tanti tra loro. Data la sua morbidezza evitate l’accostamento a cibi troppo grassi o untuosi, preferite pietanze magre e/o succulente, ad esempio pesce pregiato cucinato al sale o semplicemente alla griglia, triglie al cartoccio, piatti mari e monti di pesce, con funghi ed erbe fini.