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Otello Nero di Lambrusco 2004

Degustatore: Maurizio Taglioni
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2006


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: lambrusco maestri
Titolo alcolometrico: 11,5 %
Produttore: CECI – Cantine Ceci
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Avevo conosciuto Federico Quaranta, conduttore della trasmissione radiofonica “Decanter”, in occasione di uno dei tanti eventi che ruotano intorno al mondo del vino; quello lì era più importante degli altri, poiché si trattava dell’incontro delle maggiori organizzazioni vinicole italiane con il Presidente Ciampi. Discorrendo a tavola, non so più perché, di Lambrusco, gli segnalai una mia recente scoperta: il Terre Verdiane di Ceci, un vino che ad un prezzo popolare regalava già ottime sensazioni. Federico era più preparato di me, sia sul Lambrusco che sui prodotti delle Cantine Ceci, e mi parlò del suo Lambrusco preferito, di nome Otello, come di un vino moderno, diverso, cremoso, elegante, da non perdere. Pensavo fosse finita lì, invece qualche mese dopo ricevetti un cofanetto contenente alcune bottiglie di Lambrusco, con una lettera d’accompagnamento firmata da Alessandro Ceci, che mi invitava ad assaggiare il vino preferito da Federico. Il nome completo è Otello Nero di Lambrusco, dato che nella linea Otello sono compresi anche altri vini frizzanti o spumanti. E’ un omaggio dei nipoti, attualmente alla guida dell’azienda di famiglia, al nonno Otello. Un capolavoro che nasce tra la Val Baganza e la Val di Taro, ottenuto da uve lambrusco Maestri coltivate a 350 metri di altitudine e vinificate in purezza. Un Lambrusco di rara eleganza già al primo sguardo, alla bottiglia e all’etichetta, simili a quelle di un grande spumante. L’eleganza continua nel calice, dove il bel colore rubino violaceo del concentrato liquido, è sovrastato da una spuma cremosa, consistente e duratura. L’olfatto comunica sensazioni di sottobosco e frutti di bosco: more, visciole, lamponi e fragoline di bosco, accompagnate da lievi accenni alle loro confetture e da un corredo floreale d’iris e ciclamino. Al palato è corposo e suadente, finissimo, privo di quell’afflato alcolico che possa addormentare il retrolfatto, tannico senza sconti ma levigato da una straordinaria morbidezza, fresco e saporito quanto basta; un vero e proprio esempio di equilibrio ed armonia di profumi e sapori. Soddisfa pienamente in un finale persistente, mai troppo intenso, che invita al rinnovo della piacevole beva. Un Lambrusco di grande stoffa, di piena eccellenza, dalle caratteristiche uniche, non ultima la sua bevibilità, che ne fa il compagno discreto di ogni momento del pasto: ottimo con la pasta e fagioli, con la polenta, con primi piatti di pasta fresca conditi al sugo di carne, si abbinerà altrettanto perfettamente a lenticchie e salsiccia o a secondi piatti di carne di maiale e carni rosse in genere. Servito a 12-14°C, in calici di media ampiezza.

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