Colli Albani Superiore 2001
Degustatore: Maurizio Taglioni
Valutazione: @@@
Data degustazione: 11/2002
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: malvasia puntinata, trebbiano verde, bombino, cacchione
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: DONNARDEA – Azienda Agricola Duca Antonio Trasmondi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro
Vitigni: malvasia puntinata, trebbiano verde, bombino, cacchione
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: DONNARDEA – Azienda Agricola Duca Antonio Trasmondi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro
Lo avevamo lasciato fresco, beverino, senza grosse pretese ma già finissimo. Lo ritroviamo due vendemmie più tardi altrettanto fine e fresco, ma senza dubbio più intenso, grazie probabilmente a quel grado alcolico in più (siamo a 12 e mezzo) e sicuramente al perseverare di questa azienda sulla strada della qualità. Quasi cento ettari vitati, si potrebbero imbottigliare milioni di bottiglie stando ai parametri permessi dai disciplinari delle DOC locali, invece la filosofia aziendale rimane quella di imbottigliare solo il meglio, di tenere bassa la produttività in vigna, di selezionare le migliori uve e di vinificarle immediatamente, a pochi minuti dalla raccolta trovandosi la cantina praticamente al centro dei vigneti, onde preservare quei fini profumi che altrimenti andrebbero perduti. Questo Colli Albani Superiore potrebbe, per le sue peculiarità, essere considerato un vino didattico, per imparare a riconoscere l’effetto dell’acido malico sui nostri sensi gusto/olfatto, talmente lo stesso risulta netto e definito nelle sue caratteristiche organolettiche. La ricerca di una sempre maggiore morbidezza dei vini spinge a volte gli enologi allo svolgimento della fermentazione malolattica (quella fermentazione batterica nella quale l’acido malico, più acido e asprino, viene trasformato in acido lattico, più grasso e dolce) su vini che non ne avrebbero bisogno, tanti rossi ed anche diversi bianchi, smorzandone proprio i profumi più freschi e fragranti a vantaggio di una grassezza non sempre richiesta. Quando quindi, ci si trova dinanzi ad un vino così “malico” (il nome di questo acido deriva proprio dal frutto della mela, che ne contiene in quantità), non si può che gioirne… come lui, il vino, che mostra già tutta la sua vivacità nel calice, con il suo colore paglierino ed insieme verdolino, i suoi profumi freschi, netti di mela verde, di fiori bianchi appena colti, di mandorla dolce, con sfumature aromatiche di menta e timo. Di giusto spessore tra lingua e palato, allegro come il terzo movimento di alcuni concerti di Mozart, vivace e vibrante come cert’altri di Vivaldi. Garbatamente sapido, succoso e gradevolmente acidulo il finale che regala e che, manco a dirlo, ricorda la sensazione che si ha dopo aver mangiato uno spicchio di profumata mela renetta. Costa niente e mette di buon umore, gustatelo in aperitivo, con antipasti e primi piatti delicati, o con secondi piatti freddi in genere, a 10°circa in calici di media ampiezza con la classica forma a tulipano.