Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva 1995

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2010


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 95%, brugnola e rossola 5%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: AR.PE.PE. – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: N/A


E si, dare inizio alle danze con questo vino ha sortito l’effetto desiderato, spostando il mio stato d’animo verso una improvvisa, quanto benefica, dissoluzione dei più reconditi turbamenti. Ritrovarmi in Valtellina è stato facile, ricordo bene il “ragno”, quell’escavatore snodato indispensabile per formare le terrazze su cui impiantare le viti, ricordo il cambiamento profondo avvenuto in Emanuele dopo la perdita di papà Arturo, il suo immergersi ogni giorno di più nel ruolo di vignaiolo, convinto e innamorato di questa terra tanto da abbandonare il gruppo con cui suonava da anni. Che piacere ritrovare nel calice il colore del nebbiolo, un granato caldo, dai riflessi fumé, ancora vivo e luminoso nonostante i 15 anni dalla vendemmia. Quindici anni che non si sentono minimamente, tanto che accostandolo al naso rimango subito colpito dalla netta nota agrumata, caratteristica a dire il vero già percepita in altre annate, in un certo senso spiazzante. Capisci subito dal bouquet, che mi trovo di fronte ad un vino elegante, che si discosta nettamente da buona parte dei vini valtellinesi per una gradazione e una struttura più moderate, in perfetto stile Arpepe. C’è una profonda mineralità, note che ricordano il miele di castagno, ma anche la terra, toni ematici, erbe di montagna, sottobosco, a tratti ferroso, non manca un accenno fruttato, anche se questo è meno viscerale, più sottile ma fornisce un bel contributo all’ampiezza e all’equilibrio espressivo. L’assaggio conferma una condizione eccellente, una freschezza impressionante, un tannino preciso e nebbioleggiante ma di grande misura, una polpa graduale e raffinata che favorisce un equilibrio ancora non del tutto completato. Asciutto e dinamico, sembra avere ancora piena energia, voglia di stuzzicare i sensori della bocca, conferma quei riverberi agrumati che avevo percepito al naso, chiudendo su fiori macerati e una punta di liquirizia. Un inizio folgorante, che conferma la classe di questo vino e un millesimo che qui ha dato risultati eccellenti, fenomeno abbastanza raro nel resto dello Stivale.

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