Valtellina Superiore Sassella Ultimi Raggi Vendemmia Tardiva 2002

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2009


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: AR.PE.PE. – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


No, non storcete la bocca. Molti appassionati sapranno certamente che il 2002 non si ricorda come una grande annata, anzi, è stata probabilmente la peggiore del nuovo millennio, ma come ho già detto più volte in Valtellina le cose sono andate assai diversamente. La collocazione della valle, protetta dalle Alpi Retiche a Nord e dalle Orobie a Sud, fa sì che le condizioni climatiche possano essere molto lontane da quelle di altre zone. Così è stato per la 2002, annata che al contrario ha dato in questa terra straordinaria dei risultati eccellenti. Ne è stata già prova indiscutibile, rimanendo in casa Pelizzatti Perego, il Valtellina Superiore Grumello Rocca de Piro Riserva, e ne è assoluta conferma questo Ultimi Raggi, un rosso frutto di un leggero appassimento in pianta delle amate uve nebbbiolo, che con questa annata diventa docg e si fregia di una nuova, elegante, etichetta, restyling che è stato operato anche su tutte le altre tipologie. Ed eccolo nel calice, col suo bel colore granato luminoso, la cui trasparenza ci ricorda la contenuta portata colorante del chiavennasca (come viene chiamato il nebbiolo in Valtellina); finissimo al naso, elegante e privo di sensazioni “dolci”, è la terra a marcarlo, la pietra, il sottobosco, poi le note di fiori macerati, di stella alpina e di rosa, le erbe aromatiche, la componente fruttata è delicata, non prevale, è una timida ciliegia accompagnata da note più scure che ricordano la prugna e da una sfumatura agrumata molto bella, poi si apre a sensazioni speziate, si sente la liquirizia, la china, il tabacco biondo e un leggero richiamo al ginepro. In bocca non ha esitazioni, arriva di getto, intenso e coinvolgente, con le note di liquirizia e china che si mescolano al frutto, un’acidità nervosa e un tannino di grana finissima confermano la grande qualità di questo millesimo. Solo la componente alcolica è appena sbilanciata, non del tutto integrata, ma è davvero un peccato veniale per questi Ultimi Raggi a un soffio dalle cinque chiocciole.

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