Valtellina Superiore Inferno 2006

Degustatore: Chiara Pugina Valutazione: @@@
Data degustazione: 12/2009


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: NERA – Casa Vinicola Pietro Nera
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro


Durante un piacevole weekend trascorso da amici a Milano, ho colto l’occasione di fare un giro tra gli scaffali del reparto vino di uno dei punti vendita Esselunga. Ero già stata informata che, nello specifico in quella catena della grande distribuzione, avrei trovato un livello, sia qualitativo sia di scelta dei vini, probabilmente superiore rispetto alla maggior parte dei supermercati romani. E, almeno per questa prima esperienza, non posso fare altro che attestare la veridicità di tale informazione. Al di là degli spazi dedicati ampi e ben organizzati, la cosa che più mi ha colpito è stata la massiccia presenza di etichette “blasonate” che invece non sono quasi mai presenti nella capitale, se non ovviamente nelle enoteche. Tra l’altro la stessa azienda è molto spesso rappresentata da un’ampia scelta dei diversi articoli della sua linea produttiva. In questa occasione, all’opposto da quanto mi accade solitamente per l’acquisto di un vino al market, la preferenza verso una bottiglia ha subìto solo l’imbarazzo della scelta tra le tante desiderate. In omaggio all’ospitalità ricevuta, ho optato per un vino lombardo. Attratta un po’ dalla bella fiamma disegnata in etichetta e un po’ dal fatto che è passato molto tempo dall’ultima volta che ho degustato un vino della sottozona in questione della DOCG Valtellina Superiore, nel carrello è finito, al costo di 7,25 € un “Inferno” del 2006 della Casa Vinicola Pietro Nera. Il Chiavennasca 100% del mio vino, come viene comunemente chiamato da queste parti il nebbiolo, si allarga nel bicchiere con un colore rubino luminoso e trasparente, lasciando sul cristallo le tracce evidenti di una buona consistenza. Per quanto non immediatamente intenso, rigirandolo delicatamente, sprigiona a poco a poco le sue complessità olfattive esprimendosi dapprima con toni eterei alternati a quelli fruttati di lampone maturo, piccoli frutti rossi e melograno e poi floreali di violetta, per seguitare con la nota speziata dai delicati richiami di cannella e pepe rosa, per scorgere, infine, sul fondo una componente appena più scura riconducibile alla terra. Nonostante la persistenza gradevolmente incentrata su buoni ritorni fruttati non sia particolarmente lunga, il vino presenta un corpo snello e una scorrevolezza piacevole al palato. L’alcol è ben integrato nella struttura che si appoggia su una buona freschezza e i tannini, chiaramente nebbioleggianti, non eccedono nella ruvidezza ma trovano equilibrio in una tessitura gentile e saporosa. L’ospite milanese, molto abile in cucina, aveva casualmente previsto per cena un arrosto di maiale al forno con patate e, senza grossa sorpresa, ho potuto constatare che l’abbinamento si è dimostrato valido e gustoso.

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