Valtellina Superiore Grumello Buon Consiglio Riserva 2001

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2012


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: AR.PE.PE. – Arturo Pelizzatti Perego
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Ogni volta che apro una bottiglia di questa storica azienda valtellinese so già che dovrò cercare di contenere le mie emozioni. Questo Buon Consiglio Riserva 2001 poi, mi sembra un chiaro esempio della grandezza del nebbiolo e della sua fantastica disposizione a dare il meglio di sé su questi terrazzamenti impervi e difficili da lavorare. Emanuele, nella fase adolescenziale, non era convinto affatto di voler fare il vignaiolo, di dover ereditare la pesante responsabilità dell’azienda di papà Arturo. La sua morte prematura avvenuta il 10 dicembre del 2004, però, lo ha posto di fronte al fatto che solo lui avrebbe potuto occuparsene con lo stesso rigore e la stessa determinazione. Da quel momento la vita di Emanuele ha subito una radicale trasformazione, non posso fare a meno di dire “per fortuna”, il rischio di perdere certi gioielli non era tollerabile; le sue rinunce, l’abbandono del complesso rock, l’immersione totale in questo nuovo ruolo ha dato dei frutti straordinari, i vini hanno mantenuto la loro storia ma hanno anche sviluppato una qualità e una finezza a mio avviso ancora superiori. Arturo era, quindi, nel 2001 ancora l’artefice della qualità ottenuta in vigna che ha generato questo capolavoro, ma Emanuele ha saputo certamente contribuire al risultato finale nel lavoro attento di cantina. Rimango letteralmente incantato di fronte al bouquet di questo vino, quasi non mi interessa assaggiarlo, al diavolo i riconoscimenti olfattivi e tutte quelle descrizioni tecniche che in casi come questo possono solo impoverirlo o ridurlo a banale oggetto d’esame. Qui è lui che dirige il gioco e chiede silenzio, occhi chiusi e sensi totalmente in vibrazione, c’è poco da fare, è una meraviglia di eleganza, sembra di essere lì fra quei terrazzi, in quella terra alpina che rimanda tutto nel calice, non un odore fuori posto, non una sfumatura che appesantisca minimamente l’effetto armonioso, ed è incredibile come quei profumi si amplificano invece di produrre l’inevitabile quanto naturale assuefazione. E’ sempre lì, vivissimo e orgoglioso come solo il nebbiolo sa essere, ma qui non è austero bensì generoso, quasi femmineo, pura delizia. Starei ore in contemplazione, ma il tempo è tiranno, decido di accostare le labbra e assaporare il primo sorso. Mi sono più volte domandato come sia possibile che un vino con 11 anni sulle spalle possa rimandare un delicato quanto netto profumo, e poi gusto, di agrume, direi scorza di arancia. A questo signore il tempo non interessa, ha un equilibrio fantastico in ogni suo aspetto ma lo ha raggiunto da bambino! Quel colore che ingannerebbe chi non sa, granato trasparente con riflessi fumé, sembra rappresentare l’emblema della sua grandezza, perché sballa qualsiasi canone tecnico, dimostrando che il nebbiolo, anzi il chiavennasca, non ha bisogno di apparire, al contrario la sua anima è così limpida da togliere qualsiasi dubbio. Grazie Arturo ed Emanuele di questo esempio di meravigliosa poesia.

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