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Valpolicella Superiore Case Vecie 2018

Valpolicella Superiore Case Vecie 2018 BrigaldaraDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2021


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina 39%, corvinone 30%, rondinella 31%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: BRIGALDARA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Come ho ampiamente raccontato nell’articolo dedicato alla storia e alla filosofia di questa dinamica azienda di San Pietro in Cariano (VR), l’orientamento nei prossimi anni è proprio quello di valorizzare il territorio attraverso questa tipologia di vini. L’Amarone, che vedremo nelle prossime due pubblicazioni, dovrà rappresentare il classico fiore all’occhiello della produzione, non sempre e solo il cavallo di razza su cui puntare.
“Case Vecie” è una zona che è stata abbandonata nel periodo del dopoguerra e riconquistata dal bosco, alla fine degli anni ’90 fortunatamente è avvenuto un lento recupero. Un ambiente vitato posto a un’altimetria che supera i 450 metri con esposizione sud-est.
L’ecosistema è fortemente influenzato da una biodiversità che comprende la vite, ampie zone di pascolo, campi coltivati, castagneti e zone boschive ricche di tartufi. Inutile nascondere la bellezza di questa natura per certi versi ancora piuttosto incontaminata. Ben 65 ettari in “Case Vecie” gestiti da Brigaldara, di cui nove vitati, due aree: i colluvi, con esposizione in pieno sud e terreni limo-sabbiosi che, ricchi di sostanza organica, sono stati piantati principalmente a corvina; mentre le dorsali, che prendono il sole dalla mattina al tramonto e hanno terreni più poveri, ciottolosi, che spingono la vite ad affondare le radici nel tufo, ospitano il corvinone.
Questo vino è il frutto di uve che vengono allevate sui versanti più freschi, a tratti può definirsi un clima estremo per la vite che ricorda il paesaggio montano, anche per via della presenza dei tanti boschi. Le uve corvina e corvinone da queste parti maturano ben 20-25 giorni dopo rispetto alle altre zone, lentamente ma in maniera costante, si può dire che l’equilibrio che ho riscontrato nel vino parta davvero dalla vigna. Notevoli le escursioni termiche responsabili di aromi importanti e spiccata freschezza.
Veniamo al vino: corvina 39%, corvinone 30%, rondinella 31%, resa pari a 4.000 ceppi/ha, vendemmia manuale durante la prima metà di ottobre, selezione delle uve in vigneto raccolte in casse da 200 kg. Classica vinificazione in rosso a contatto con le bucce per l’intero processo fermentativo, estrazione del colore garantito da 2 rimontaggi quotidiani e un délestage a metà fermentazione, la temperatura è mantenuta attorno ai 22°-24°. Affinamento di 8-12 mesi in legno grande, pH 3.47., residuo secco 30.2, grado zuccherino 2.4. 13,5% vol.
Tinge il calice grazie a una trama intensa vivace, rubino pieno che in controluce evidenzia una trasparenza media, il vino disegna archetti fitti ed estremamente regolari, un estratto di cui non si può non tener conto. Un respiro intenso di ciliegia croccante inebria il naso, seguito da susina rossa, pesca matura, geranio selvatico e liquirizia; con aumento di temperatura spezie dolci di cannella e chiodo di garofano, un aroma di vaniglia che non riconduce al legno semmai al frutto opportunamente maturo. Caucciù, grafite e terriccio bagnato chiudono un quadro olfattivo estremamente variegato e stimolante, che evolve anche a distanza di ore.

Coniglio al sugo con polenta

Sorso calibratissimo, esordisce il frutto maturo subito ravvivato da una freschezza che mostra la carta d’identità del territorio; tannino già piuttosto coeso ma percettibile, si distingue per sapidità e lunghezza in un finale nettamente ammandorlato che richiama le spezie e non vuol per nulla mostrare l’alcol perfettamente integrato alla materia. Pericolosamente vicino alla quinta chiocciola, fa la sua gran bella figura accostato a un piatto di coniglio al sugo con polenta bramata.

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