Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2005

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 07/2009


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina 30%, corvinone 30%, rondinella 25%, dindarella, oseleta e altre uve autoctone 15%
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: CORTE RUGOLIN – Azienda Corte Rugolin
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Sono passati ormai tre anni da quando la Masi ha rinunciato al brevetto sui termini “ripasso” e “vini di Ripasso”, facendone dono al Consorzio di Tutela Vini Valpolicella, consentendo agli altri produttori di utilizzarli sulle proprie etichette. Su questo metodo di lavorazione abbiamo più volte speso parole, ma è giusto ricordarlo a chi ci legge per la prima volta. Il “ripasso” consiste nel far rifermentare il vino Valpolicella con le vinacce delle uve destinate all’appassimento per la produzione dell’Amarone, provenienti dalla stessa vendemmia. Lo scopo, è presto detto, è quello di fornire al vino in questione una maggiore spalla e una gamma espressiva più complessa, senza arrivare alla potenza e, tanto meno, al prezzo di un Amarone. La pratica è antica ma era andata in disuso, e fu proprio la Masi a darle nuova vita negli anni ’60 con il “Campofiorin Ripasso”. Corte Rugolin è fra quelle aziende (credo ormai una sessantina) che annoverano fra le proprie etichette un Valpolicella Ripasso, questo proviene dalla zona classica, per la precisione dai vigneti siti nel comune di Marano (gli altri comuni sono Negrar, Fumane, S.Ambrogio e San Pietro in Cariano). Il colore è un bel rubino vivo e luminoso che non nasconde il passaggio della luce, il bouquet è piacevole ed equilibrato, senza fughe etiliche fastidiose; spazia dalle ciliegie alle amarene, ma le sue maggiori peculiarità vertono su toni speziati di pepe, liquirizia, anice stellato, mirto, tabacco. Al palato è apprezzabile per la pulizia esecutiva, l’alcol è ben imbrigliato e percepibile solo nelle sfumature di ciliegia sotto spirito, tornano nette le note di pepe e liquirizia, poi erbe officinali e ancora tabacco; il tannino è praticamente perfetto, presente ma ben fuso con la polpa, la giusta acidità elimina qualsiasi rischio di cedimento verso dolcezze stucchevoli. Sfiora le quattro chiocciole.

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