Vallée d’Aoste Mayolet 2017

Vallée d'Aoste Mayolet 2017 Feudo di San MaurizioDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@

Data degustazione: 12/2018


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: mayolet
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: FEUDO DI SAN MAURIZIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Meditavo sulla deriva a cui è destinata l’umanità mentre rileggevo questa bella intervista di sette anni fa di Fabrizio Favre a Michel Vallet. Mentre non c’è governo che continui a vedere nel produrre e consumare l’unica possibile strada da percorrere, poco importa se si mangia continuamente territorio, se spariscono specie viventi perché gli abbiamo sottratto l’habitat, se intere popolazioni si impoveriscono perché abbiamo fatto accordi con dittatori per andare a prendere le loro materie prime, mentre gran parte del pianeta vive nella frenesia quotidiana e invecchia sempre di più ma sempre peggio a causa di uno stile di vita insano e di mancanza di valori che diano reale senso alla nostra vita, apre un piccolo ma fondamentale spiraglio sentire Michel dire “Sono partito con questo progetto proprio perché volevo andare contro tutto ciò che è il logorio moderno. Si è trattato di una piccola rivoluzione personale. Ho dimenticato gli aspetti economici, e ho deciso di avere una vita fatta da me. Lavorare in agricoltura fa sì che io possa svegliarmi di notte per un imbottigliamento o una etichettatura e di giorno dedicarmi ad andare a sciare con la famiglia e così ottenere il massimo da uno stile di vita sano“.
Certo nulla è generalizzabile, ma è anche vero che nessuno dei potenti ha interesse a che la gente si svegli e capisca che passare la vita fra smartphone e code in auto, fra burocrazia e tasse pagate solo da chi ha meno, fra consumo di tante cose inutili e produzione di montagne di rifiuti, non è proprio una gran vita. Si perde la capacità di amare, di comprendere e accogliere il prossimo, di fare figli ed educarli a una visione più rispettosa della vita, dell’ambiente… e ci si trasferisce nel mondo virtuale, esprimendo spesso i lati peggiori della nostra personalità. La scelta individuale certamente non è sufficiente a cambiare le cose, ma fa sempre piacere quando qualcuno dà un segno in questa direzione.
Ma questa è un’altra storia, sebbene la visione alternativa di Michel è del tutto coerente e collegata. Quando sta in vigna è ben cosciente che ogni intervento che farà avrà conseguenze, non solo sulle piante, ma anche sul terreno, sul vino che farà, sulla salute di chi lo berrà. Non è un lavoro qualsiasi quello del vitivinicoltore, è una responsabilità, e bisognerebbe esserne più consapevoli.
C’è poi il legame con il territorio, con la storia della Valle, lui lo sente molto, non è un caso che sia stato fra i primi a recuperare vitigni abbandonati come il fumin, o il mayolet da cui nasce questo eccellente vino. Rubino luminoso, profumatissimo di fiori, viola, iris, rosa canina, specie montanare, poi una ciliegia gustosa, un delicato ventaglio speziato e una bella spinta minerale.
La notevole freschezza che troviamo al palato è figlia delle escursioni termiche che a 850 metri di altitudine non mancano di certo. Ma lo stesso bouquet ne risente, tant’è che il frutto appare croccante, corroborato da una speziatura delicatamente piccante che stimola ulteriormente i sensi rendendo il sorso davvero piacevole; tannino delicatissimo e sapidità spiccata testimoniano l’eccellente materia che compone il vino.
Sfiora la quinta chiocciola.

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