Tintilia del Molise Herero.16 2015

Tintilia del Molise Herero.16 Cantina HereroDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2019


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: tintilia
Titolo alcolometrico: 16%
Produttore: CANTINA HERERO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Nata nel 2013 e già se ne parla come di un nuovo gioiello molisano. La cantina Herero ha sede a Campobasso, Michele e Concetta hanno acquistato dei terreni nelle campagne di Toro, Larino e San Martino in Pensilis, e impostato da subito una viticoltura sostenibile. L’azienda stessa utilizza come energia il fotovoltaico e lampade a led a basso consumo; anche per le bottiglie si è scelto di utilizzare quelle più leggere, un altro modo di dare una mano all’ambiente non ancora del tutto compreso da altri produttori.
Le varietà utilizzate sono solo tre, prima di tutto la tintilia (dai 2 ettari nel comune di Toro), un vitigno a bacca nera che ormai è riconosciuto fra i più interessanti dello Stivale; poi Montepulciano e falanghina.
Anche sui tappi Michele e Concetta hanno voluto puntare su un prodotto sicuro come il Select Green 100 della Nomacorc, 100% riciclabile, per questo Tintilia del Molise Herero.16 2015, il cui nome sembra voler dichiarare con vanto la gradazione alcolica, del resto è una caratteristica di quest’uva produrre abbondanti zuccheri durante la maturazione, con la scarsa produttività spiega il perché di una gradazione spesso quasi proibitiva.
Raccolta manuale a fine ottobre, dopo la diraspatura e la pigiatura, subisce una macerazione di circa 20 giorni in vasca d’acciaio inox a temperatura controllata di 26/27°C. Matura 18 mesi in barrique, successivamente viene trasferito in acciaio dove permane altri 12 mesi, qualche mese di bottiglia ed eccolo qui: colore rubino violaceo (la tintilia non ha nulla da invidiare al Montepulciano come capacità colorante), accostato al naso dimostra di avere una struttura tale da digerire bene anche il rovere francese.
I profumi che esprime sono intensi e scuri, si colgono la viola e la magnolia, ma il cuore è nel frutto, prugna, mora, amarena, mirtillo; seguono note di sottobosco, leggera liquirizia, legno di rosa, cenni vegetali maturi che ricordano il carciofo.
Al gusto è ovviamente intenso, con un’alcolicità esuberante ma accompagnata da una dolcezza di frutto e una speziatura davvero ben espresse; impressionante la finezza del tannino, già ben integrato e “nascosto” da una polpa succosa e ben sorretta dall’acidità. Notevole…
Se qualcuno pensa ancora che il Molise sia una regione “minore”, enoicamente parlando, farebbe bene a fare un giro fra le nuove realtà, che sono numerose e interessantissime.

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