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Terre Alfieri Nebbiolo Torse 2019 Pianchè

Terre Alfieri Nebbiolo Torse 2019 PianchèDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: PIANCHÈ – ROSSANINO PIERPAOLO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


L’Azienda Vitivinicola Pianchè oggigiorno è in mano a Pierpaolo Rossanino, con passione e attaccamento alle tradizioni, il nostro protagonista, continua il viaggio intrapreso nel 1910 dalla sua famiglia a San Damiano d’Asti, borgo incantevole collocato all’interno della Docg Terre Alfieri. Il pioniere è Cosmo Rossanino detto Minu; il figlio Corrado, classe 1929, racconta che passo dopo passo i suoi genitori hanno intrapreso la strada vitivinicola con sacrificio e grande spirito imprenditoriale per quei tempi, acquistando terreni affianco a quelli già posseduti in modo da aumentare sempre più l’estensione dei vigneti. Il territorio è quello di borgata San Luigi a partire dal “vignot”, il vigneto più antico appartenente alla famiglia da diverse generazioni.
Il termine Pianchè, dal piemontese “pianca”, ovvero asse di legno, ha una storia originale e al contempo contornata da un velo di poesia. Lascio la parola a Pierpaolo: “Dopo una grande pioggia il papà di Minu aiutò donne e bambini, che si stavano recando al mercato del lunedì, ad attraversare il fiume Borbore, sostituendosi così alla “pianca”, portata via dalla piena del fiume. Da qui il soprannome di famiglia.” Originariamente la Cantina Pianchè si è dedicata quasi esclusivamente alla produzione del Barbera, vino simbolo del territorio. I primi vigneti di nebbiolo sono stati impiantati nel 1970 ed è proprio il re dei vitigni piemontesi ad essere il protagonista di questo articolo. L’annata 2019 in Piemonte è stata definita a quattro stelle: caldo nei mesi estivi preceduto da temperature fredde in mesi anomali, tipo maggio, tutto sommato è una buona annata, vini che posseggono una carica aromatica non indifferente. Le uve vengono allevate a guyot nelle colline di San Damiano d’Asti, vendemmia manuale svolta durante la seconda settimana di ottobre. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox aventi una temperatura media di 28°C, con una durata di 10 giorni.
Veniamo al calice, un granato esemplare in quanto a lucentezza con riflessi rubino. Il naso sin dal principio sprigiona sentori di spezie fini, viola, agrume dolce e tracce balsamiche su un ricordo di terriccio bagnato.
Sorso già piuttosto equilibrato che si regge su medio corpo, freschezza ai massimi, buona sapidità e tannino nettamente palpabile; godurioso in termini di beva. Perfetto su un piatto di gnocchi al ragù.

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