Terre Alfieri Nebbiolo Mompillone 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2021
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: VINCENZO BOSSOTTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
La famiglia Bossotti è innamorata del proprio mestiere, la coerenza in vigna e in cantina ha da sempre contraddistinto la produzione aziendale. Il senso di attaccamento alle tradizioni del luogo, ci troviamo a Cisterna d’Asti piccolo borgo piemontese a 375 metri sul livello del mare nella provincia di Asti ai confini con la provincia di Cuneo, è materia assai nobile, la stessa che talvolta ti permette di produrre grandi vini.
Giovanna e Vincenzo i pionieri, oggigiorno affiancati dall’instancabile lavoro dei figli, ovvero Cristina con il marito Davide, Chiara e Carlo. Tutti impegnati nella conduzione della Cantina e di tutto il processo che va dalla coltivazione dell’uva, nove ettari gestiti nel suddetto comune, alla vendita del vino e alla comunicazione. Coerentemente con quanto sino ad ora enunciato i Bossotti dedicano tutto il loro impegno agli autoctoni per eccellenza del territorio: nebbiolo, arneis e barbera, financo croatina, che tra gli scoscesi sentieri e le ripide colline di Cisterna d’Asti ha saputo adattarsi in maniera significativa.
La matrice del terreno da queste parti è composta prevalentemente da arenarie, argilla e sabbia responsabili di grande permeabilità, con rocce sedimentarie di origine marina miste a calcare. Un altro obbiettivo aziendale è il rispetto del territorio, a tal riguardo la gestione dei vigneti è incentrata sull’utilizzo di agrofarmaci a basso impatto ambientale. Il Terre Alfieri Nebbiolo Mompillone 2018 affina 12 mesi in barrique e 10 mesi in bottiglia prima della messa in vendita.
Esordisce in veste granato-rubino, riflessi ancora a vantaggio di quest’ultimo, e notevole consistenza. Il naso è un profluvio di frutti di bosco maturi che vanno dalla mora ai mirtilli, con brevi incursioni dolci di amarena e refoli terrosi che ricordano la sabbia bagnata ed il terriccio. Con lenta ossigenazione, incalzanti suggestioni floreali dai toni intensi e spiccati di geranio selvatico e rosa rossa, in chiusura una scia lievemente speziata/tostata ricorda il caffè, la noce moscata, il cacao e un curioso accento mediterraneo di salamoia. Nebbiolo indubbiamente atipico, ma ricco di fascino, lo si evince anche al palato, dove morbidezza e verticalità gustativa vanno a braccetto: è un sorso impegnativo ed al contempo attraversato da velocissimi lampi acidi e sapidi che lo rendono accattivante, grazie anche ad un tannino ancora significativo che funge da assicurazione per la vita.
L’abbinamento prescelto è stato un ossobuco in umido innaffiato dallo stesso vino e funghi di carne. Quattro chiocciole piene e un bel potenziale evolutivo.