Taurasi Opera Mia 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2015


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: TENUTA CAVALIER PEPE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


In molti ormai sono convinti, da metterci una mano sul fuoco, che l’Irpinia sia più terra di grandi bianchi che di grandi rossi. Io non riesco ad avere le stesse certezze, o meglio, al momento condivido questa visione dai risultati, ma ho il sospetto che la causa di questa opinione diffusa sia dovuta alle maggiori difficoltà che buona parte dei produttori hanno nell’affrontare il mondo dell’aglianico, soprattutto quando devono fare il Taurasi, vino che da sempre crea grandi aspettative e dovrebbe rappresentare il top dei rossi campani. Ora, che queste terre non siano così “elette” per l’aglianico ho qualche dubbio, anche qui ci sono zone migliori, zone medie e zone meno vocate, ma continuo a pensare che questo vino deve sdoganarsi, liberarsi da un fardello che non gli permette ancora di spiccare il volo e dimostrare tutta la sua grandezza. Anche perché alcuni grandi Taurasi ci sono, eccome, ma il comparto potrebbe crescere ancora e di molto, non sarebbe affatto male se i produttori affrontassero una fase riflessiva e di studio, di ricerca, ma anche coesa, per comprendere fino in fondo quali strade vadano intraprese, al di là di mode e mercati, per dare a ciascun Taurasi la dignità assoluta che merita; un po’ meno individualismo e un po’ più lavoro comune. Il Taurasi Opera Mia 2009 non è quello attualmente in commercio, è già uscito il 2010 (degustato a marzo 2015), ma è interessante valutarlo ora, dopo un più lungo affinamento in bottiglia, memore anche di quanto scritto nella recensione del millesimo 2007. Ha un colore granato compatto con ricordi rubini, accostato al naso fa piacere notare che il legno è già in buona fase di assorbimento, l’amarena appare decisa a marcare il carattere dell’aglianico, accompagnata da visciole in confettura, prugne, sbuffi di cacao e liquirizia, tostatura di caffè e una intrigante nota di fichi secchi e al forno. Al palato rivela una trama tannica viva ma non eccessiva, ottima vena acida e ritorno di note di frutti scuri e liquirizia, non manca il consueto velo sapido che accompagna un finale promettente e lungo.

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