Taurasi Opera Mia 2007

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2011


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: TENUTA CAVALIER PEPE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Di questa recente realtà irpina ricordo i primi assaggi all’Anteprima Taurasi di tre anni fa, quando presentarono il Terra del Varo 2006 e il Santo Stefano 2005, ambedue da uve aglianico ma il Taurasi era ancora in divenire e sarebbe stato proposto successivamente. Nato come Taurasi Opera e poi ribattezzato come Opera Mia, questo 2007 è dunque il mio primo assaggio. Le uve sono state raccolte a mano durante la prima decade di novembre e selezionate in cantina. Viene effettuata una macerazione pre-fermentativa a freddo a cui segue la fermentazione alcolica con lunga macerazione delle bucce. Successivamente il vino sosta in barriques di Allier e Tronçais, dove matura per circa un anno; il ciclo si completa con un altro anno di affinamento in bottiglia. Presenta un colore rubino intenso e di buona concentrazione, che ritroviamo al naso, ricco e compatto, ancora baciato dal legno ma in grado di aprirsi ad un fruttato ampio e maturo di visciole e amarene, a cui fa seguito uno sbuffo di chiodo di garofano, cannella, leggerissima china. La bocca ha una potenza e una carica calorica non indifferenti, l’apporto del piccolo legno è tangibile anche qui, il tannino ha trama a tratti ruvida, lo si percepisce masticando il succo; l’acidità non manca e questo è un fattore fondamentale perché un vino di questa portanza è sempre rischioso, gioca ai limiti fra maturità e dolcezza di frutto, calore alcolico, spalla decisa e tannino forte, che vuole tempo per integrarsi. Lo stile appare un po’ cercato, ma la materia è di ottima qualità, mentre lo assaggio ho come l’impressione che ci sia quasi timore a lasciare che l’aglianico dica la sua fino in fondo, visceralmente, che si preferisca “indirizzarlo”, un pensiero che aleggia in alcuni produttori, memori di avere fra le mani un’uva che non tutti sono pronti a comprendere e accettare nelle sue complesse e non sempre accondiscendenti sfaccettature. L’idea è quella di portare il vino ad essere godibile ed equilibrato il prima possibile, non so se un simile percorso rischia però di sottrarre qualcosa alla vera natura di questo grande vitigno. Staremo a vedere…

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