Saturnalia Rosso 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2022
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese, ciliegiolo, cannonau grigio
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LA MALIOSA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Vino BIO: sì
Un’azienda maremmana che mette al primo posto il benessere ambientale e umano, terreni, ulivi, vitigni, tutto deve rientrare in un sistema che non si ferma al biologico certificato, ma va oltre adottando un metodo brevettato da Lorenzo Corino e Antonella Manuli, detto appunto Metodo Corino, che allarga il raggio d’azione a molteplici aspetti: cultura, stile di vita, tutela del paesaggio, longevità dei vigneti ( ad esempio la vegetazione delle vigne è sistemata ai tutori senza cimature, cercando di prolungare l’attività fogliare fino a tarda stagione), valenza patrimoniale dei territori. Due i fattori fondamentali: la qualità biologica del suolo (QBS) e la Carbon Footprint (LCA-assessment) dell’azienda e dei prodotti. In questo ambito rientrano pratiche come la produzione propria di materiali vegetali per la coltivazione, l’utilizzo di lieviti e batteri indigeni per la fermentazione delle uve, la totale assenza di interventi chimici, additivi, tecniche invasive che alterino o condizionino il naturale sviluppo del processo di vinificazione.
Detto questo, qualcuno dirà “sì, tutto bello, ma il vino?”, calma che ci arriviamo. Prima però vorrei scrivere di quello che per me è un piccolo neo in questo bellissimo progetto: l’etichetta. Sì, perché il nome di un vino dovrebbe essere la prima cosa che salta agli occhi, invece mi trovo davanti un’etichetta bianca che avvolge il vino completamente, con molto, troppo testo distribuito in più aree e il nome del vino quasi invisibile! Immaginatelo davanti a uno scaffale, dovrebbe essere chiaro, un colpo d’occhio e sai cos’hai davanti. Qui no, affatto, e se sei ipovedente ancora peggio, c’è veramente da perdersi e rischiare di doversi accontentare del semplice “Toscana Rosso I.G.T.” scritto per fortuna in nero. Molti caratteri sono decisamente piccoli, scritti verticalmente… insomma, un’etichetta a mio avviso da rivedere, spero che l’autore ci faccia una riflessione.
Il vino, invece, è davvero convincente: colore rubino luminoso, naso che rivela una perfetta pulizia, nessuna sbavatura, tanto frutto, ciliegia, fragolina di bosco, lampone, mora, ma anche viola, rosa, ciclamino, un tripudio di piacevolezza.
Al gusto ha una bevibilità davvero stimolante, è quello che amo definire vino digeribile, perché è scorrevole, in perfetto equilibrio acido-tannico, succoso e fresco, privo di qualsiasi pesantezza, va giù che è una meraviglia, l’alcol sta nei canonici 13 gradi e neanche si sente. Un bel bere davvero, schietto e sincero, perfetto per la buona tavola.
P.S. Questo vino è adatto anche a vegetariani e vegani, in quanto né in vigna né in cantina vengono utilizzati prodotti di origine animale.