Sassocarlo Terre a Mano 2010

Sassocarlo Terre a Mano 2010 BaccheretoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2017


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: 80% trebbiano toscano, 10% malvasia del Chianti
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: FATTORIA DI BACCHERETO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Vino Bio:


Che bello “dimenticarsi” per un po’ di anni un vino, magari in un luogo buio ma non proprio fresco, e scoprirlo in condizioni strepitose. È ciò che è accaduto con il Sassocarlo 2010 di Bacchereto, la cantina di Rossella Bencini Tesi in quel di Carmignano, dove le vigne vengono allevate con metodo biodinamico.
Ora, mettendo in chiaro che nel marasma di “naturali” c’è tutto e il contrario di tutto, ci sono ancora oggi vini poco puliti che passano per “così è il vino naturale”, ma le aziende serie non lavorano così. Non è la biodinamica a far puzzare i vini, ma la scarsa pulizia e attenzione nel processo che va dalla selezione dei grappoli maturi fino all’imbottigliamento. Anche l’ossidazione non è di per sé un male, ma dipende se è voluta e ben gestita o sintomo di qualcosa che è andato storto! Nel secondo caso, statene certi, un vino bianco non migliora a sei anni dall’imbottigliamento.
Ecco, con i vini di Rossella io questo problema non l’ho mai riscontrato, stappato il Sassocarlo sono rimasto lì ad odorare per un bel pezzo prima di assaggiarlo, l’ho fatto respirare, sebbene non manifestasse riduzione, l’ho fatto “parlare”, perché non si deve avere mai fretta con i vini, tanto più se sono stati fermi in bottiglia per anni.
Guardo il colore e mi preoccupo un po’, un oro-ambrato apparentemente fuori registro, ma è lucente, vivo, del resto il Sassocarlo esca già con un colore molto pronunciato, figlio di una vendemmia tardiva e dell’affinamento sulle fecce fini per un anno e mezzo in tonneaux; mi tranquillizzo subito, il bouquet è pregevole, direi superbo, il trebbiano ha tirato fuori dal cilindro tutte le sue capacità evolutive affiancato da una malvasia che ne addolcisce le sensazioni, sento il mango sciroppato, la melata, la scorza d’arancia candita, c’è una tostatura piacevolissima che vira verso il croccantino alle mandorle e al miele, poi il mallo di noce, fiori glassati, bellissime note boschive e resinose.
Al gusto è integro, perfetto, ancora vivo e fresco, con una verve che solo certi biodinamici riescono a tirare fuori nel tempo, la traccia quasi salata è un altro tassello che non lascia dubbi sulla profondità di questo bianco dal carattere fortemente territoriale. Avercene ancora altre bottiglie…

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