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Sannio Aglianico Marraioli Riserva 2011

Sannio Aglianico Marraioli Riserva 2011Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2019


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: ANTICA MASSERIA VENDITTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Vino Bio:


Un aglianico riserva che non fa legno? Ma come, in Irpinia hanno fatto una DOCG che vuole l’aglianico riserva in botte per almeno 18 mesi! Perbacco, come mai Nicola Venditti ha preferito far maturare il suo Marraioli in acciaio? Non solo, ma questo vino ha fatto “solo” 10 giorni di macerazione sulle bucce, pochini rispetto alla nuova corrente che punta invece a macerazioni che possono superare il trimestre…
E se leggete l’annata in etichetta potete capire che maturazione e affinamento sono durati un bel po’, che Nicola abbia scelto di fregarsene della bramosia dei mercati di avere tutto e subito? Esatto. Primo si tratta di un numero di bottiglie limitato, poi questo aglianico ha un prezzo decisamente concorrenziale, lo si trova senza difficoltà online sotto i 20 euro. Diamine, già solo per questo merita un premio per rapporto qualità/prezzo!
Ma stappiamolo, vediamo cosa ci regala, vediamo se le promesse e le premesse trovano un riscontro nel calice.
Giusto per la cronaca il colore è un rubino profondo e devi faticare per riconoscere una componente granata sul bordo, segno che la tenuta cromatica è impressionante. Ma questo è per la gioia della vista, passiamo ai profumi: che diamine, qui dentro c’è di tutto! Manderebbe in tilt il naso elettronico. Ma la cosa principale è l’incredibile armonia che percepisci, come il piatto di un grande chef, così le note fruttate (da cui emerge un’amarena in confettura spettacolare), il cardamomo (sì, più gentile del chiodo di garofano), i fiori leggermente appassiti, le nuances pepate, i pizzichi di zenzero, gli sbuffi di cacao, uno sfondo orgogliosamente vegetale a ricordarci che anch’esso è figlio di una pianta, sono qui a dimostrarci che un grande aglianico è in grado di offrire complessità estraendola tutta dagli acini, senza bisogno di corredi legnosi. E al palato?
Una bomba, incontenibile, ricco, intenso, armonioso, con una base acida fondamentale che alimenta le sensazioni e fa da contrafforte alla dirompente alcolicità, figlia sì di un’annata calda, ma anche inevitabile conseguenza di basse rese di una vigna che ha l’età per trovare i propri equilibri, eppure non disturba per nulla perché la materia è talmente viva, vibrante che ti fa venire la smania di riassaggiarlo, chissenefrega, bevetevelo senza remore, con un bel piatto di rigatoni accompagnati da un ragù di cinghiale (quello nostro, dalle carni scure e dal sapore selvatico, non gli ibridi che sempre più spesso albergano in numerose zone d’Italia), fatevi un bel capriolo con funghi porcini e vedrete che la bottiglia ve la finite da soli! Dopo però non fatevi venire l’idea malsana di guidare.
Venti euro… sto vino è regalato!

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