Rosso’13 Angol d’Amig

Degustatore: Barbara Brandoli Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2016


Tipologia: Vdt Rosso
Vitigni: lambrusco grasparossa 45%, lambrusco maestri 30%, trebbiano di Spagna 25%
Titolo alcolometrico: 12 %
Produttore: SAN POLO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Vinificare come atto di contrasto all’indifferenza. Conosco Marco Lanzotti da alcuni anni, allora lavorava in sala nel mio ristorante preferito di Modena e capitava spesso che, finita la cena, m’intrattenessi con lui ad assaggiare e a parlare di vini prolungando l’orario di chiusura del locale. Di Marco mi colpirono la spontaneità quasi ingenua e la curiosità innata che sapeva trasformare in entusiasmo contagioso. Un ragazzo speciale che, come me, ha sempre avuto la passione per il vino, in particolare per quello naturale. E così, di passione in passione, non mi ha stupito apprendere che dopo aver lasciato il lavoro in sala, un paio d’anni fa, Marco ha avuto la fortunata intuizione di provare a fare un vino tutto suo. Una bellissima storia di vita, incontri, viaggi e assaggi in cantine in giro per l’Italia. Un’ esperienza vissuta in prima persona, con l’anima e il cuore aperto che, non potevano che portare ad una consapevolezza chiara come quella di sentirsi pronto per diventare prima viticultore e poi piccolo produttore. Così, quando hai un sogno nel quale credi fortemente, la vita ti aiuta a realizzarlo e ti crea le condizioni favorevoli perché ciò si avveri. Per Marco ha significato arrivare a Castelvetro di Modena nell’azienda agricola a coltivazione biologica San Polo e poter affittare un pezzo di vigna da curare e un angolo di cantina dove vinificare. Il progetto prenderà poi il nome di “Angol d’Amig” (l’angolo dell’amico) che sarà a tutti gli effetti un posto che permetterà a Marco di esprimersi attraverso il suo lavoro in vigna, il suo raccolto e la vinificazione che avverrà in giare di terracotta. Il Rosso ’13 proviene da coltivazione biologica, è l’assemblaggio di Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Maestri e l’antichissimo vitigno Trebbiano di Spagna che qui nel modenese viene prevalentemente utilizzato per la produzione dell’aceto balsamico tradizionale. Marco ci tiene molto a sottolineare la presenza del 25% di Trebbiano di Spagna nel suo Rosso’13 come valore di recupero di un grande vitigno autoctono che è stato per molti versi sottovalutato. La produzione del Rosso’13 è qualcosa che assomiglia di più a un rito che a un semplice lavoro tra vigna e cantina. Poco più di 800 bottiglie prodotte, non solo per il modesto fazzoletto di terra che Marco ha preso in gestione ma, per garantire la cura e l’attenzione giusta al prodotto finale, la possibilità di restituire il proprio territorio e il proprio sogno in ognuna delle sue bottiglie. La diraspatura viene fatta tutta a mano, lasciato il chicco intero, fermentato e affinato in giare da 800 litri. Il Rosso’13 è un vino fermo, nel calice si presenta rosso rubino intensissimo, la materia c’è e quasi macchia il bicchiere. I profumi sono ancestrali, ricordano perfettamente le nebbie modenesi, l’odore della campagna e di quella naturalità che abbiamo bisogno di riscoprire come resistenza alla falsa modernità, quella legata alla standardizzazione dei prodotti, ciò che impoverisce la nostra capacità di percezione alienando il sano rapporto che ognuno di noi dovrebbe avere con la terra. Ciliegia e amarena prima di tutto, quasi a ricordarci che Vignola è lì a due passi e che il vento soffia ancora… In bocca è succoso, inizia con una nota rustica tipica del Lambrusco fino a scivolare in una seduzione fatta di equilibrio instabile, quel fascino che si può trovare tra la dolcezza del frutto e l’acidità del vitigno. Un vino questo Rosso’13 che non è solo un vino, è un viaggio alle radici del Lambrusco, un viandante che attraversa le colline modenesi nel silenzio ovattato delle nebbie autunnali, è un faro per il nostro territorio e come tale, va osservato perché può far luce su tante, erroneamente dimenticate, strade.

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