Rosso di Valtellina 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: PIZZO COCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 17 a 22 euro
Durante uno dei miei ultimi viaggi in Valtellina, ho acquistato questo vino molto interessante prodotto da Lorenzo Mazzucconi, alias Pizzo Coca, giovane azienda vitivinicola di Montagna in Valtellina (SO). In realtà avrei voluto visitare la piccola cantina, ma non c’è stato il tempo, dunque l’appuntamento è soltanto rimandato. Lavinium, mediante tre pubblicazioni specifiche, ha già trattato l’argomento in questione senza risparmiare preziosi dettagli.
Riassumendo è possibile asserire che il nostro carismatico protagonista ha avviato l’attività nel 2015, non prima di aver fatto svariate esperienze in giro per l’Italia e anche in Valtellina, una terra ardua da coltivare dove tutto risulta estremo: terrazzamenti da lasciare senza fiato, pendenze surreali e terreni per la maggior parte ricchi di scheletro, duri, compatti. Estrema è anche la qualità dei vini, a mio avviso tra i migliori nebbioli d’Italia in termini di eleganza, finezza e soprattutto bevibilità, e detto da un piemontese ce ne vuole. Pizzo Coca è un omaggio alla vetta più alta delle Alpi Orobie, 3.052 m s.l.m., ubicata lungo lo spartiacque che divide la Val Seriana e la Valtellina. Mi piace pensare che sia inoltre una metafora, un punto di arrivo dell’immenso talento di Lorenzo in campo vitivinicolo. La sensibilità di quest’ultimo in tema di salvaguardia dell’ambiente è al primo posto fra le priorità, di fatto sposa la filosofia dei vini naturali ed attualmente lavora in biologico. Filosofia agricola applicata anche al miele che produce.
Tutto parte da una vigna specifica nella zona dei Dossi Salati, da cui viene prodotto il Grumello Riserva. Successivamente la vecchia latteria del paese diventa la sua cantina. Oggi gestisce quasi due ettari con un’attenzione al dettaglio oserei dire maniacale. Considerando l’ottima recensione di alcuni colleghi stimati, lo ammetto, la tentazione di stapparla pochi giorni dopo aver fatto ritorno a Novara, da Tresivio (SO), è stata tanta. Penso tuttavia di aver fatto bene ad aspettare, invece, altri due anni, perché il millesimo 2017 non è stato facile in nessuna parte d’Italia, salvo proprio in Valtellina dove ha regalato vini espressivi e ricchi di sfumature. Con sua maestà nebbiolo, da queste parti chiamato chiavennasca, si sa l’attesa viene quasi sempre ripagata. Non mi sbagliavo.

Davanti a me ritrovo un vino dalle tonalità granata piuttosto calde e di media trasparenza, con riflessi arancio-rame. Il Rosso di Valtellina è stato prodotto per la prima volta proprio nel 2017, la vigna di provenienza si trova a Tresivio in località Ca’ Menatti, a 500 metri sul livello del mare. La macerazione è durata circa 14 giorni: 80% dell’uva in acciaio e 20% in legno. Affinamento successivo, sempre in acciaio, fino ad aprile 2018 data in cui è stato fatto l’imbottigliamento. Versato all’interno del calice, a circa 25 minuti dalla mescita, ritrovo frutti di bosco spremuti, mirtillo e ribes nero in primis, un accenno alla viola ma anche timo, tabacco e te nero. Trascorsi altri 20 minuti suggestioni legate al terreno, erbe officinali e lieve smalto.
In bocca lo ritengo un vino stratosferico e non alludo a muscoli e potenza, semmai ad equilibrio, slancio e vigore. La sapidità è incalzante dal primo attimo, ben presto ritorna l’acidità dei frutti di bosco e un finale pieno, compiuto e senza eccessi d’alcol; il tannino è praticamente ricamato a mano, risulta dolce. Un vino che oggi conquista la quinta chiocciola proprio grazie ad una buona fusione tra tutti gli elementi, e il merito va attribuito al buon Lorenzo, al territorio valtellinese e al tempo trascorso dall’imbottigliamento.

L’ho abbinato ad un piatto di gnocchi fatti in casa, ripassati in padella con sugo di pomodoro fresco (leggermente abbrustolito), aglio, olio, peperoncino, cipolla, peperoni e mozzarella filante e basilico in chiusura.