Rosae 2005

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 02/2009


Tipologia: Vdt Rosso
Vitigni: ruché
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: RINALDI – Giuseppe Rinaldi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Giuseppe Rinaldi, dagli amici conosciuto come “Citrico”, appellativo che gli ha attribuito la moglie, è un vero personaggio, schivo, rude, contadino, decisamente langarolo, esteriormente rozzo e lontano da qualsiasi atteggiamento formale ma con una cultura e una percezione del vivere fortemente radicate. Non aspettatevi da lui sorrisi di convenienza, se gli piacete vi aprirà alcune delle sue “stanze interiori”, altrimenti accontentatevi di apprezzare i suoi vini, tutti ma proprio tutti perfetta espressione del suo carattere. Come questo Rosae, vino rosso da tavola ottenuto da uve ruché (o rouchet), quindi provenienti dal Monferrato, zona d’elezione di questo vitigno noto per la sua forte resistenza alle virosi (si suppone infatti che il nome provenga da “roncet”, degenerazione infettiva di origine virale). Perché “da tavola”? Perché in Piemonte si è deciso sin dall’inizio di puntare tutto sulle denominazioni di origine, rinunciando alle Igt. Quindi tutti i vini che, per le loro caratteristiche, non rientrano nei disciplinari, bisogna accontentarsi della dizione “Vino da Tavola”. Nei decenni passati questa tipologia poteva rappresentare per i consumatori un vino di qualità inferiore, magari ottenuto da uve di scarsa qualità e da piante stressate dall’iperproduttività. Oggi sappiamo bene che conta molto più il produttore che l’appartenenza del vino a questo o quel disciplinare. E Beppe Rinaldi è un vignaiolo serio, il suo vino non ha neanche lontanamente a che vedere con i prodotti industriali che girano nella grande distribuzione, è un rosso di tutto rispetto, fatto a regola, solo acciaio per questo ruché dal colore ancora rubino intenso con leggere venature granate, in grado di sprigionare suggestive note floreali di rosa, ciclamino rosso, magnolia e fruttate di ciliegia, pesca e lampone maturo, con un tocco di pepe bianco. In bocca è generoso, ancora perfettamente sorretto dall’acidità, corroborante nel frutto croccante, vivo, fedele nella venatura pepata, chiude lungo, con una delicata sfumatura di liquirizia e spezie orientali. Davvero gustoso e ideale per la tavola, potete servirlo a 15-16 °C con mezze maniche al ragù di manzo, spalla di vitello brasata, formaggi a media stagionatura.

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