Roero Arneis Riserva Occhetti 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@
Data degustazione: 05/2021
Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PODERI MORETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
La seconda etichetta presentata da Poderi Moretti, storica realtà vitivinicola di Monteu Roero (CN), è una Riserva di Roero Arneis, l’Occhetti 2017. Come già anticipato nell’articolo dedicato al San Michele 2019, il suddetto vino segue un protocollo di vinificazione ambizioso e concepito per offrire ai consumatori un cavallo di razza in grado di sfidare il tempo. Inoltre è ferma intenzione dell’Azienda mostrare il potenziale dell’MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Occhetti, situata a sud del comune di Monteu Roero e caratterizzata da una percentuale importante di sabbie d’origine marina; una zona calda, a tratti arida da cui nascono vini particolarmente ricchi di profumi.
Personalmente amo le versioni di Roero Arneis che prevedono una vinificazione esclusivamente svolta in acciaio, questo materiale è in grado preservare le caratteristiche del varietale e soprattutto restituire fedelmente le peculiarità del terreno dove vengono allevate le uve. Tuttavia molti produttori, compresa la Cantina protagonista del mio articolo, propongono due versioni, una affinata nel suddetto contenitore, e l’abbiam già vista, l’altra con affinamento in legno. Bisogna riconoscere che se ben dosato, questo materiale è in grado di restituire, anche ai vini bianchi, una dimensione accattivante e a tratti sorprendente.
Uve arneis vendemmiate a mano, la fermentazione avviene in botti di legno di rovere e acacia dove sosta successivamente per 12 mesi a temperatura controllata. La 2017 è stata un’annata tosta, in tutti i sensi, soprattutto per quanto concerne siccità e temperature ben sopra le medie stagionali; non è stato semplice portare in cantina uve con livelli di acidità ottimali.
Si palesa al calice in veste paglierino luminoso, vivace, unghia color oro antico, è un vino indubbiamente ricco d’estratto, si muove lentamente nel bicchiere. Il respiro è mediamente intenso, cresce pian piano, all’inizio fatica a imporsi: piccoli fiori di campo, ribes bianco, pesca nettarina e susina gialla, con lenta ossigenazione una scia di calcare intensa intervallata qua e là da ricordi di timo e miele d’acacia, ma anche burro di cacao e una lieve nota di idrocarburo. Cambia registro di continuo e non sembra volersi fermare.
Il sorso è indubbiamente importante nella sua componente sapida che marca inconfondibilmente l’MGA Occhetti, la freschezza non tarda ad arrivare seppur non in primo piano; tuttavia il frutto appare maturo, contornato da un leggero ritorno alcolico che fatica a disciogliersi nell’insieme, indubbiamente risente molto l’annata di cui è figlio. Il finale è coerente al naso e sa di miele d’acacia, tocchi salmastri, un vino lungo che chiama inesorabilmente l’abbinamento gastronomico.
Ho optato per un piatto di tacos ripieni di gamberi, cipolla di tropea, crema d’avocado e panna acida. Tre chiocciole abbondanti vicinissime alla quarta.