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Roero Arneis 2019

Roero Arneis 2019 BajajDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2021


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: BAJAJ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


La prima delle due versioni di arneis in purezza presentata dall’Azienda Agricola Bajaj di Monteu Roero (CN), appartiene all’omonima Docg; l’altra no per via di alcune scelte specifiche riguardo l’affinamento, ma questo lo vedremo nella prossima pubblicazione, ora è tempo di concentrarsi sull’etichetta per così dire “classica”. La zona di produzione è il sopracitato comune dove ha sede l’azienda, nello specifico i filari sono ubicati nell’MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) Canton Sandri.
Pochi sanno che il termine arneis ha una duplice origine: quella poco attuale e credibile, considerando la qualità raggiunta all’interno del comprensorio, che lo lega al termine dialettale “arneis” e significa scontroso, irascibile e poco affidabile, e quella a mio avviso più veritiera che rimanda al termine “renexij”, termine con cui nel XV secolo si indicava il vitigno arneis, dal nome del Bric “Renesio” posto alle spalle del paese di Canale.
I terreni in Canton Sandri sono costituiti al 50% da sabbie di origine marina tipiche delle terre del Roero, limo attorno al 40% e la restante parte argilla, altitudine circa 300 metri. 3000 bottiglie prodotte: diraspatura dell’uva, macerazione delle bucce fino alla “levata di cappello”, lieviti selezionati, prosegue normale fermentazione del mosto in vasca a temperatura controllata.
Paglierino algido, tonalità vivace e riflessi verdolini, media consistenza, lacrime regolari precipitano lentamente. Impatto di media intensità incentrato su sfumature floreali e fruttate che giocano a rincorrersi: biancospino e camomilla, pesca nettarina, melone d’inverno, l’agrume è incalzante, sa di cedro e kumquat; erbe aromatiche quali timo limone e salvia su sfondo di calcare e iodio, coerenza territoriale e notevole evoluzione a distanza di ore.
Il sorso è slanciato, riflette perfettamente l’annata 2019 che, oltre a una gamma di aromi importanti e variegati, dipinge un quadro gustativo equilibrato tra parti sapide e acide, in questa fase le prime in leggero ritardo, il vino è ancora giovane, intravedo buone capacità d’affinamento.
Quattro chiocciole meritate, notevole l’accostamento a un piatto di polpo piastrato, aromatizzato con rosmarino aglio e peperoncino fresco e sfumato con lo stesso vino.

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