Perera

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 04/2015


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: perera
Titolo alcolometrico: 10,5 %
Produttore: MARCHIORI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


A Farra di Soligo c’è un’uva della Madonna. No, non è un’espressione colorita che nasce da un mio eccesso di bevute, ma il nome con cui sin dal ‘700 era conosciuta l’uva perera nella zona di Valdobbiadene, riportata dalla Commissione Ampelografica della Provincia di Treviso (1870) e successivamente dall’ampelografo Prof. Zava (1901), dal Sonnino (1913) e dal Dalmasso e Dall’Olio (1936), che ritenevano l’origine del nome “perera” fosse dovuta alla forma a pera rovesciata degli acini. Dopo la ricostruzione post-fillosserica, la sua coltivazione andò sempre più riducendosi, a causa della sua produttività incostante e della sua forte sensibilità alla peronospora, evidenziata alla fine degli anni ’70 proprio nell’area di Valdobbiadene, dove fu fortemente colpita, al punto che se ne temette la scomparsa. Per fortuna non è stato così, e anche se rimane tuttora un vitigno raro, è previsto nell’uvaggio del Prosecco sia di Conegliano Valdobbiadene che di Asolo, nella misura massima del 15% (il vitigno principale è il glera), assieme ad altre varietà locali come la bianchetta trevigiana e il verdiso. L’azienda Marchiori di Farra di Soligo coltiva l’uva perera in alta collina su terreno marnoso-calcareo da cui ottiene questo vino, maturato in botti di acacia e imbottigliato senza subire filtrazioni. Da sottolineare l’approccio aziendale a basso impatto ambientale, utilizzando energie rinnovabili (fotovoltaico e solare termico), compost da biomasse per nutrire il terreno, qualunque intervento viene effettuato tenendo conto delle fasi lunari, la popolazione vegetale è sempre abbondante e diversificata, tra i filari di vite si possono trovare fiordalisi, borragine, senape bruna e gialla, facelia, pisello incarnato, avena sativa, loietto perenne, veccia, orzo, menta, calendula, arnica, i pali di sostegno delle viti sono di legno. Il Perera è stato prodotto in soli 1330 esemplari, nel calice presenta un colore giallo paglierino di discreta intensità, al naso affiorano subito note che ricordano certi tratti del Prosecco, con maggiore spinta verso la pera, la susina, sfumature agrumate e floreali. All’assaggio rivela una vigorosa vena di freschezza, ottima corrispondenza aromatica, leggera sapidità e un frutto agrumato intenso intervallato da rimandi di pera. Un’ottima testimonianza delle caratteristiche di questa varietà, che meriterebbe almeno un anno di attesa per conoscerne meglio i possibili sviluppi.

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