Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna 2013

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2017


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: grechetto 85%, procanico 15%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: BARBERANI
Bottiglia: 500 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Questo vino nasce in occasione del cinquantenario dell’attività aziendale avvenuto nel 2011, è un omaggio a Luigi, figlio del patron Vittorio, e alla moglie Giovanna, che dagli inizi degli anni ’70 hanno portato nuove idee e nuova linfa, consentendo alla Barberani di diventare uno dei punti di riferimento del comprensorio orvietano, ma possiamo dire di tutta l’Umbria. Omaggio nato dall’amore dei figli, che oggi forniscono un ulteriore contributo, Niccolò in qualità di enologo e Bernardo nell’ambito commerciale. La versione 2013, che gode della presenza di una percentuale di procanico, è frutto di una vendemmia leggermente tardiva che, grazie anche all’influenza del vicino lago di Corbara, viene attaccata dalla Botrytis Cinerea, la cosiddetta “muffa nobile”. Come chiunque navighi per vigne saprà, questa muffa non attacca tutti i grappoli, ma solo una piccola parte, pertanto per ottenere un prodotto di qualità elevata è necessaria un’accurata selezione in vigna. Il frutto di questa fatica viene pressato delicatamente poco dopo la raccolta, poi subisce una criomacerazione in vasche d’acciaio a contatto con le bucce per 24 ore, la fermentazione si svolge con l’uso di lieviti indigeni, la maturazione in botti di rovere da 28 ettolitri per circa sei mesi, a cui segue un anno di affinamento in bottiglia. Il processo è curato nei minimi particolari, questo consente una riduzione drastica della dose di solfiti. Una precisazione: un vino come questo non va bevuto freddo ma è meglio che la temperatura arrivi oltre il 12° C per apprezzarlo al meglio. Già dal colore si può intuire che il vino non è “carico”, ma intelligentemente non si è spinto verso una grande struttura, verso l’opulenza, siamo sul paglierino medio luminoso con una piacevole sfumatura ramata. Il profumo è equilibrato, la percezione della botrite è contenuta (il classico “zafferano” è appena presente) e lascia spazio a bei toni fruttati che tendono parzialmente all’esotico: mango, ananas maturo, ma anche pera williams, susina, note di mandorla secca, erbe aromatiche. L’assaggio conferma una materia che punta all’eleganza, fine e delicatamente agrumata, con una spiccata sapidità e una buona dose di acidità che forniscono temperamento al frutto, sul finale torna la mandorla, è un vino che ha una lunga prospettiva davanti a sé. Sfiora la quinta chiocciola.

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