Nizza Vignali Riserva 2016
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2020
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: L’ARMANGIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Per farvi capire quanto l’Associazione dei Produttori del Nizza creda profondamente in questa Docg, basta andarsi a leggere il disciplinare, scoprirete ad esempio che le rese sono fra le più basse in assoluto. Per darvi un termine di paragone, il blasonatissimo Barolo prevede una resa massima di uva per ettaro pari a 8 tonnellate, che scende a 7,2 nel caso venga evidenziata in etichetta sia la Menzione Geografica Aggiuntiva che la vigna. Se andiamo a vedere il disciplinare del Brunello di Montalcino, scopriamo che anche qui la resa massima prevista è di 8 tonnellate per ettaro, che scende a 7 nel caso sia menzionata la vigna o il vigneto.
Ebbene il Nizza consente una resa massima di uva per ettaro di 7 tonnellate, che diventano 6,3 con menzione della vigna. Gli appezzamenti che possono rientrare nella Docg devono essere esclusivamente collinari e i sistemi di allevamento a controspalliera assurgente con potatura a guyot o cordone speronato basso. L’uso del legno è obbligatorio, ed è di minimo 6 mesi (su un totale di affinamento di 18 mesi) per il Nizza annata e minimo 12 (30 mesi in totale) per la versione riserva, altri elementi che ci fanno capire che la barbera, in questo territorio, ha caratteristiche e potenzialità diverse e come tale va interpretata e compresa.
Il Nizza Vignali Riserva proviene dal vigneto omonimo, composto di due appezzamenti impiantati nel 1934 e nel 2002 a San Marzano Oliveto, dove regnano il calcare, l’argilla e la sabbia con presenza importante di marne grigie.
La maturazione del vino si svolge per circa un anno in barrique e per poco meno in botte grande, mentre l’affinamento in bottiglia può variare dai 18 ai 36 mesi.
Nel calice ha un colore rubino violaceo di buona profondità, l’impatto olfattivo è emblematico, si sente subito come il vitigno e il legno abbiano trovato un connubio ideale per valorizzare un’eleganza che non appartiene alle caratteristiche principali della barbera di altre zone; c’è un grande lavoro e un terroir che lo consente, il risultato è terribilmente convincente, i paragoni con altre barbere non hanno senso, qui si lavora diversamente e ci sono le ragioni che lo giustificano, non è per moda o un inutile tentativo di voler strafare e ammiccare altri grandi vini di struttura. No, non credo proprio, in quel caso il risultato sarebbe grossolano (e di casi del genere ce ne sono anche con altri vitigni), qui invece ho davanti un signor vino, con una propria identità, dove la freschezza continua a supportare l’energia e la struttura che lo caratterizzano.
Siamo lontani anni luce da quei vini costruiti in cantina per piacere questo o quel mercato, il Vignali Riserva 2016 si beve alla grande, senza alcuna difficoltà, in barba alla carica alcolica, perché non te ne accorgi, il frutto e le spezie in armonia cancellano qualsiasi rischio di pesantezza, è un bel bere, profondo, sostenuto anche da una piacevole nota balsamica che rinfresca la bocca, il finale gioca su rintocchi di mandorla, cacao e note terrose, davvero eccellente.