Nekaj 2015
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2020
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: friulano
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: DAMIJAN PODVERSIC
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Sui bianchi macerati si è detto di tutto, in bene e in male, come spesso accade quando si ha a che fare con qualcosa a cui non siamo abituati o comunque fuori dai nostri schemi. Chi li fa è quasi sempre un vignaiolo che lavora seguendo dettami naturali, biologici, biodinamici o comunque fortemente rispettosi della natura, sia in vigna che in cantina.
Damijan Podversic è sicuramente uno dei punti di riferimento della tipologia, uno dei più precisi, non ho mai stappato una sua bottiglia che avesse problemi, i suoi bianchi crescono negli anni, vanno assaggiati e riassaggiati nel tempo perché migliorano, per molto tempo.
Il Nekaj, friulano in purezza, che Damijan ha voluto battezzare con questo nome che in sloveno significa “qualcosa”, nasce da vigne poste sul Monte Calvario, che a dispetto del nome è in realtà una piccola collina che non raggiunge i 250 metri di altitudine ed è posta a ovest di Gorizia, sulla sponda destra del fiume Isonzo. Le rese sono molto basse, attorno ai 40 quintali per ettaro, in cantina la fermentazione avviene a contatto con le bucce in tini troncoconici di rovere per 60/90 giorni. Dopo la macerazione, il mosto fiore viene trasferito in botti di rovere da 20 e 30 hl per 3 anni, infine viene imbottigliato e lasciato affinare per almeno un anno.
Non viene filtrato, pertanto è del tutto normale che sia leggermente torbido e possa avere qualche sedimento, fra l’altro molto utile per garantirne la conservazione e una migliore evoluzione.
Non bevetelo freddo, sarebbe un errore madornale, salite almeno fino a 14-15 gradi, trattatelo come fosse un rosso giovane. Ha colore oro antico, luminoso, il bouquet è in continua trasformazione, giocato su note di agrumi maturi e in miele, arancia gialla, mandarino, poi nocciole, mandorle, mela cotogna, pesca candita e sentori minerali.
Al gusto è davvero intenso e avvolge il palato con una trama fresca e profonda, dove non si fatica a percepire anche l’influsso di erbe aromatiche, il finale delicatamente amarognolo contribuisce a stimolare il riassaggio.
Abbinamenti difficili con i macerati? Neanche per idea! Questo vino si adatta benissimo a portate estremamente diverse, io me lo sono goduto con l’eccellente pizza “Al Baccalà” della Taverna del Tiranno a Frasso Sabino, preparata con baccalà Rafois, mozzarella di bufala, patate viola, pomodori datterini e timo, ci stava benissimo.
Tanto per farvi capire che quando un vino ha questa qualità, diventa versatile, puoi affiancarlo a piatti a base di crostacei come a formaggi semistagionati, va bene con il pesce spada alla palermitana come con porcini alla piastra.