Nebbiolo d’Alba Superiore Crussi 2013

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CA’ RICHETA – Azienda Agricola di Orlando Enrico
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Crussi, cioè preoccupazione, un’espressione che la dice lunga sulle difficoltà e sulle attese a cui ogni anno la vigna ti mette di fronte, chi beve il vino e non lo fa non sempre ha a mente che un anno senza raccolto è paragonabile a un anno di stipendio mancato per un impiegato, a volte anche di più. La preoccupazione è sempre tanta, soprattutto in questi ultimi anni, in cui si sta assistendo ad un progressivo smembramento di quelle poche, pochissime certezze che si avevano, altro che stagioni! E’ già un miracolo se non si ribalta tutto, un anno la grandine, uno le piogge torrenziali, uno la siccità, fa freddo quando dovrebbe fare caldo, piove quando si avrebbe bisogno di sole, poi arrivano le malattie, i parassiti, e chi più ne ha più ne metta. E c’è chi il vino lo vorrebbe pagare 2-3 euro a bottiglia… Enrico Orlando si trova a Castiglione Tinella, anche lui è un amante del nebbiolo, al quale dedica tutto l’amore possibile, la vigna è ubicata nei pressi di Diano d’Alba, le uve vengono fermentate a contatto con le bucce per un mese in vasche di cemento, la malolattica e la maturazione invece si svolgono in barrique di Allier di terzo e quarto passaggio per circa due anni. Devo dire che questo vino è davvero sorprendente, sia per pulizia esecutiva sia per la personalità che lo contraddistingue, è un nebbiolo profondo e complesso, dove alle note di viola si frappongono piccoli frutti maturi, ciliegia sotto spirito, sfumature chinate, liquirizia, una leggerissima nota di nocciola appena tostata. In bocca ha spessore e allo stesso tempo grande freschezza, un tannino praticamente perfetto, già ben integrato nella polpa, c’è sapidità, allungo, profondità, un vino dai tratti nobili che non teme gli anni, anzi, può solo giovarsene, alla fine la liquirizia domina insieme al frutto lasciando sensazioni di raro fascino. Cinque chiocciole davvero meritate.

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