Montepulciano d’Abruzzo Ardengo 2008

ardengoDegustatore: Chiara Pugina
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2010


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: montepulciano
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: MAPEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Quando sento dire da qualcuno che l’estate preferisce bere solo vino bianco perché il rosso è troppo “pesante”, lo ammetto, mi viene da sorridere. E pur rispettandone i gusti personali, talvolta mi diverto a provocare i miei amici proponendo proprio ciò che non si sognerebbero mai di stappare. Così, in occasione di una piacevole ma calda serata in compagnia di alcuni di essi, mi sono presentata con il Montepulciano d’Abruzzo Ardengo dell’Azienda Mapei. Complice l’ottima impressione avuta dal loro bianco, il Pecorino Fortunato, degustato pochi mesi fa, ho convinto i commensali a lasciare da parte i loro “pregiudizi stagionali” e lasciarsi sorprendere dal vino color ciliegia matura che senza ulteriori indugi riempiva il mio bicchiere. Profondo e compatto nel centro del calice, sfuma purpureo verso l’unghia lasciando, oltre al velo di consistenza, anche alcune tracce di colore sul cristallo. Il filo conduttore aromatico è la frutta scura carnosa, matura ma ancora croccante, una macedonia di ciliegie e more condita con petali di viola appassita e note di sottobosco. Profumi intensi e semplici al contempo, veicolati dalla freschezza della vinificazione condotta solo in acciaio che sveste il bagaglio odoroso dall’opulenza di ordinarie note dolci legate al legno. Sebbene avessi abbassato di qualche grado la temperatura di servizio per accontentare i più scettici, il primo assaggio è avvolgente e caldo e la stessa polpa saporosa ci accompagna nella sua morbidezza fino alla deglutizione, lasciando solo sul finale una delicata sensazione astringente. Infatti la trama del tannino è ben levigata e si tesse in un corretto equilibrio con alcol e freschezza. La persistenza è, neanche a dirlo, fruttata, vagamente sapida e svanisce lentamente su note di erbe aromatiche. Inaspettato protagonista della nostra fresca cucina estiva grazie alla sua semplicità di beva, trova però, a mio parere, un valido abbinamento a primi piatti con sughi di cacciagione e secondi più strutturati di carne e arrosti. Un sorso dopo l’altro e la bottiglia si è presto svuotata. Rimane trionfante sul tavolo, si lascia ammirare come fosse anch’essa una piccola opera d’arte di colui che le rende omaggio col proprio nome, Ardengo, come Soffici il poeta, scrittore e pittore futurista. Grazie al sapiente lavoro della famiglia Tonini, anche al Montepulciano non indugio ad assegnare le 4 chiocciole.

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