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Metodo Classico Rosato Rubedo Pas Dosé 2016

Metodo Classico Rosato Rubedo Pas Dosé 2016 La LecciaDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2021


Tipologia: VSQ Rosato
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: LA LECCIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Il primo vino che presenta l’azienda è una bollicina molto particolare, il risultato di quanto La Leccia creda nelle potenzialità dell’uva sangiovese e nella sua estrema versatilità. “Rubedo” è un Metodo Classico Rosato Pas Dosé: la 2016 è la prima annata prodotta, non si poteva scegliere periodo migliorie per cominciare, vista la particolare regolarità del millesimo quasi mai sopra le medie stagionali. Temperature idonee, quindi buona acidità fissa delle uve, insomma tutti i crismi per poter produrre un vino che possa soddisfare i palati più esigenti, abituati a questa tipologia, ma non solo.
Sangiovese in purezza, affina sui lieviti per almeno 36 mesi, il nome “Rubedo” sta a significare sublimazione, apice del processo alchemico che la materia prima attraversa per raggiungere la forma perfetta: l’oro, bella metafora a mio avviso. 4000 bottiglie prodotte, uve alleate nelle colline di Montespertoli (FI), in Val di Botte, una zona da sempre vocata alla viticoltura caratterizzata da suoli franco argillosi, magri ma ricchi di calcare, uniti ad un clima mite e ventilato. La sboccatura di questo campione è avvenuta nel maggio ’20, un anno di riposo ulteriore in bottiglia a mio avviso è sempre il minimo sindacale per poter apprezzare questa tipologia di prodotti.
Oro rosa, tenue, di estrema vivacità e lucentezza, il perlage, minuto e continuo non fa che amplificare questa caratteristica. Naso fragrante di crosta di pane, cipria, mela renetta acerba, ribes, kumquat, con ossigenazione pepe nero e una flebile nota di calcare, un insieme elegante che mostra stile e carattere. La bollicina è piuttosto incisiva, croccante, freschezza in primo piano e tanta corrispondenza di agrume e ribes, centro bocca dolce, misurato, il frutto è opportunamente maturo, il timbro ancora un po’ nervoso, ma ben controbilanciato dalla struttura, qui si sente il sangiovese, che dona equilibrio e un alcol ben digerito. Un gran bell’esordio.
L’ho abbinato a una mozzarella di bufala e un Crudo di Parma 18 mesi, praticamente un rigore a porta vuota.

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