Messorio 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: LE MACCHIOLE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 200 a 250 euro
Nato nel 1994, il Messorio ha scalato la vetta dei migliori merlot al mondo, una sfida a cui il compianto Eugenio Campolmi teneva moltissimo. Oggi è molto diverso dalle prime annate, personalmente lo preferisco, pur venendo da bassissima produzione (800 grammi d’uva per pianta), il cambiamento avvenuto in vinificazione, la maggiore età delle vigne e una mano più esperta hanno portato a mio parere risultati eccellenti, maggiore eleganza ed equilibrio. Niente più acciaio ma cemento, sia per la fermentazione che per la macerazione, per un periodo complessivo di 30 giorni, cui seguono 18 mesi di affinamento in barriques nuove.
L’annata 2019 è stata caratterizzata da maturazioni lente e molto lunghe, questo perché il caldo è stato costante ma senza quei picchi che avrebbero potuto portare in stress le piante. L’inverno è stato abbastanza classico, con poche piogge, clima asciutto tranne a fine gennaio, dove l’umidità ha prodotto uno scarso sviluppo dei sovesci. Primavera altalenante, tendenzialmente fredda nella seconda metà di marzo, aprile con temperature in progressivo aumento che hanno favorito un lento e graduale sviluppo dei germogli.
Maggio si è distinto per temperature al di sotto della media e piogge frequenti, con conseguente rallentamento dello sviluppo vegetativo. A giugno è cambiato il registro, temperature in netta risalita che hanno favorito un massiccio sviluppo dei tralci, rendendo necessario effettuare interventi mirati di gestione del verde, protratti per tutta l’estate.
Vendemmia in leggero ritardo rispetto alla media, il merlot è stato raccolto tra la prima e la terza settimana di settembre.
I cambiamenti del Messorio si vedono già dal colore, nulla a che vedere con le concentrazioni di un tempo, la luce lo attraversa nel calice donando bellissimi riflessi rubini; il bouquet è finissimo, colpisce per la vivacità floreale di rosa carnosa, prima di abbandonarsi a note fruttate ampie e invitanti di mora, mirtillo, prugna, cachi maturo e leggero ribes nero, per poi allargare gli orizzonti su note di ematite, grafite, vegetale maturo, sfumature di tabacco, ginepro e liquirizia, sentori di macchia su una base piacevolmente balsamica.
All’assaggio rivela tutta la sua energia, una freschezza superiore a quanto mi sarei aspettato, tannino vellutato, un bel gioco speziato accompagna il frutto con grande senso ritmico, nonostante l’estrema gioventù regala già sensazioni intense e suggestive.