Mesicaseu Bianco da uve stramature
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2020
Tipologia: Vino Bianco da uve stramature
Vitigni: moscato 80%, chardonnay 20%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: L’ARMANGIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
“Nonna, ti piace questo vino? Cosa ne pensi?”, “Mesicaseu!” ovvero “io cosa ne so!”. Una tipica espressiun piemunteis quella della nonna di Ignazio Giovine, un modo diretto per dire che non era materia sua, quale nome migliore da mettere in etichetta per ricordarla?
Per inciso sono un tipo molto difficile nei confronti dei vini dolci, ma quando me ne capita uno che smuove i miei sensi e mi illumina gli occhi, ogni mia resistenza crolla, si polverizza. Così è accaduto proprio con il Mesicaseu, dove il moscato occupa il ruolo principale, accompagnato dallo chardonnay, appassiti in vigna e “toccati” dalla botrite. La raccolta è avvenuta nell’ultima decade di ottobre, le uve hanno subito una spremitura soffice, fermentazione a freddo in acciaio inox per quasi 4 mesi, maturazione a contatto con le fecce e imbottigliamento.
Il risultato di questo vino colore oro intenso mi ha convinto di getto già all’olfatto, segnato dalla presenza evidente del fiore d’arancio, seguita da albicocca disidratata, fico bianco passito, uno sbuffo di nocciola e zafferano iniziale che poi svanisce, richiami alla frutta esotica, al muschio.
Al palato conserva una buona vena acida che compensa la dolcezza del frutto, non scevra da una presenza sapida che arricchisce le sensazioni. Mi piace perché piuttosto che spingere sulla frutta secca, sul dattero, è caratterizzato invece da una nota di arancia candita davvero gustosa, viene voglia di assaggiarlo ancora, casualmente mi ritrovo davanti un ottimo panettone all’albicocca e cioccolato bianco (a firma Amalia Costantini di Mater e ho detto tutto), con cui si sposa alla grande.