Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello ArnaldoRivera 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2021
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: nascetta
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TERRE DEL BAROLO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Circa sette mesi fa ho dedicato un’ampia retrospettiva all’Associazione produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello, che per l’occasione, in un incontro chiamato “Nas-cëttaland Virtual” organizzato da Gheusis Srl, festeggiava i primi 10 anni dalla nascita della DOC. Per chi volesse approfondire il tema consiglio la lettura o rilettura del mio articolo, servirà a comprendere meglio le mie future pubblicazioni dedicate a uno dei vini bianchi più interessanti che vengono prodotti in Piemonte.
L’Associazione ha presentato alla stampa di settore ben 11 produttori accompagnati ovviamente dai loro vini. A partire da oggi ho intenzione di descriverli singolarmente, iniziando dalla Cantina ArnaldoRivera. Il nome è dedicato allo storico sindaco di Castiglione Falletto che nel 1958 fondò Terre del Barolo, a tutti gli effetti i prodotti di questo brand sono il frutto di un vero e proprio protocollo ufficiale sottoscritto tra alcuni soci proprietari viticoltori e la cantina Terre del Barolo, l’unica cantina cooperativa diretta sull’intera filiera nella zona del celebre vino Piemontese.
Bisogna ricordare che gli anni ’50 hanno rappresentato un periodo non facile per la langa e le sue genti, ad Arnaldo va riconosciuta l’ambizione, e il conseguente successo, di essere riuscito a infondere coraggio e speranza a molte famiglie del territorio, che grazie all’unione e il lavoro in vigna sono riusciti a trovare una dimensione: “Un atto d’amore, di libertà, di orgoglio contadino”, queste le parole che lo ricordano e che tutt’ora sono i principi fondamentali della cantina. Veniamo al vino, l’azienda presenta l’annata 2018, tutto sommato regolare, viene definita “a quattro stelle”, tra l’ottimo e l’eccellente, non priva di alti e bassi, ma ben lontana dalla siccitosa 2017.
L’azienda si estende in un’area di 20 km², produce una linea classica di prodotti derivati da autoctoni langaroli, in agricoltura convenzionale ma dedita al minimo impatto. Controlli severi e scrupolosa gestione del vigneto, tecniche di vinificazione tradizionali, legni esausti: “È sempre e solo il territorio a dover parlare”.
100% nascetta da vigneti allevati nel comune di Novello a controspalliera potata a Guyot, la vite affonda le sue radici in un terreno bianco, marnoso, ricco di calcare e poco profondo. Alcuni di questi filari sono ubicati nella storica località Ravera, datata 1963. Vendemmia a fine settembre, vinificazione in acciaio inox a bassa temperatura, segue affinamento con permanenza di 8 mesi sui propri lieviti. Si presenta in veste paglierino chiaro, luminoso, vivace, privo di sfumature significative in questa sua prima fase di vita, disegna archetti fitti a bordo bicchiere che mostrano buon estratto.
Interessante l’esordio al naso, elegante, caratterizzato da una somma di elementi che compongono un bouquet fresco, spigliato: scorza di limone e pesca bianca su piccoli fiori di montagna, acacia e calcare frammisti ad una vena salmastra e di erbe aromatiche, maggiorana su tutte. Gran bel naso, pulito, fresco, invitante.
In bocca vi è morbidezza e sinergia tra componenti sapide e acide, quest’ultime in lieve ritardo rispetto alle prime; a mio avviso è solo una questione di tempo, il vino deve ancora stemperare la potenza del terreno di cui è figlio, perché l’alcol, già da ora, è perfettamente integrato alla materia. Non bisogna mai dimenticare che la Nas-cëtta del Comune di Novello è indubbiamente un vino che non disdegna affatto il lungo affinamento in cantina, al pari del Gavi o del Timorasso.

Notevole l’abbinamento con una torta salata ripiena di carciofi e ricotta.