Statistiche web

Langhe Freisa 2017

Langhe Freisa 2017 Giuseppe RinaldiDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2019


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: freisa
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: RINALDI – Giuseppe Rinaldi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Non ho avuto molte occasioni per passare qualche ora con Beppe Rinaldi, ma quelle poche volte mi sono rimaste impresse. Se andavo da lui in cantina mi proponeva di assaggiare i vini degli altri, non i suoi, e già questo comportamento metteva in risalto la sua personalità e la sua sensibilità di uomo. Era certamente diverso, da tutti, lo era sin dal primo incontro, il suo atteggiamento burbero, inizialmente diffidente, quasi irrispettoso, era solo una forma di autodifesa; come il tannino del nebbiolo, chiedeva tempo per aprirsi, ma se sapevi trovare la chiave giusta ti spalancava un mondo, il suo mondo, fatto di una cultura infinita, ma mai esibita, piuttosto parte integrante del suo vissuto.
Poteva parlarti di musica, di arte, di letteratura, di politica, raccontarti aneddoti, episodi, fuori e dentro il mondo del vino, senza mai annoiarti.
Anche i suoi vini comunicano, rivelano il cuore avvolto in un austero orgoglio, un senso di appartenenza a valori di cui oggi abbiamo fortemente bisogno ma che sembrano essere stati del tutto dimenticati, cancellati, abbandonati. E la perdita di una persona come Beppe acquista un peso enorme, perché lui era un importante testimone della storia, dei luoghi, dei vissuti e delle emozioni di una terra antica, affascinante, difficile, fatta di sudore e fatica, di solitudine e caparbietà, di lotta in nome di quei valori, ai quali lui non ha mai rinunciato.
Non doveva avere molti veri amici, le sue idee e posizioni nel campo del vino, così in contrasto con un mondo che cedeva sempre di più all’odore dei soldi, alle mode, alle correnti dei mercati, dove il benessere era sempre più ostentato, tra cantine che sembravano cattedrali, firmate da noti architetti, auto di lusso, prezzi dei vini sempre più alti… la bussola perduta, il senso della misura con essa.
Lui no, tutto questo non gli interessava, se d’estate faceva un caldo torrido passava la notte dentro un vecchio tino aperto, unico luogo dove potersi rinfrescare, era il suo mondo, la sua vita, e andava bene così.
E la vigna la doveva seguire lui, pianta per pianta, per questo non ha mai avuto interesse ad ingrandirsi, consapevole che più ettari hai e più hai bisogno di altri che li lavorino.
La sua Freisa è forse la migliore espressione di tutto questo, sia per la sua antica tradizione, sia perché è una tipologia di vino che non ha mai conosciuto i riflettori (persino meno del Dolcetto), fatta da pochi, messa lì come eventuale compendio al più rinomato Barolo, ma intrisa di una dignità che non ha confronti.
Oggi sono le figlie Marta e Carlotta a proseguire il suo cammino, certamente con le loro anime e i loro cuori, ma consapevoli dell’enorme tesoro che il padre gli ha lasciato.
E questa 2017, figlia di una stagione calda e non facile da gestire, ha una purezza espressiva commovente, sa di viola e lampone maturo, di ciliegia e arancia, è un bouquet avvolgente e di incredibile persistenza, non smette di profumare di buono neanche dopo minuti e minuti.
Ne prendo un sorso e mi convinco sempre di più che la parentela con il nebbiolo non sia da ricercare solo nel DNA, nella somiglianza della foglia e del grappolo, ma anche nei tratti espressivi. C’è nobiltà e fierezza in ogni suo tratto, nel tannino vivo ma vellutato, nella polpa morbida ma mai debordante, nell’austerità aggraziata (non è una contraddizione), nel concedersi crescente, generoso, tanto da aumentarne il desiderio, da spronarti a sorseggiarne ancora e spingerti al viaggio, non in macchina, no, né in treno o con altro mezzo. Piuttosto un invito a volare, con delle ali immaginarie, a librarsi fra quei filari, a cogliere i profumi della terra, della fioritura, i colori dell’autunno, i silenzi dell’inverno.
Buffo, mentre mi godo questo vino, non posso fare a meno di “vedere” il viso di Beppe sorridermi sornione, ma con un velo di tenera malinconia…

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio