Langhe Bricco del Drago 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: dolcetto 85%, nebbiolo 15%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PODERI COLLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Quando a maggio sono andato a trovare Tino e Federica Colla, era ancora possibile notare a ridosso della vigna sul Bricco del Drago le orchidee selvatiche, indice di una assoluta salubrità del luogo, quei fiorellini lilla sono molto sensibili alla qualità dell’ambiente, per questo sono piuttosto rari. In questa vigna il dolcetto è stato impiantato a metà degli anni ’60 da Luciano Degiacomi, il precedente proprietario del podere; fu subito chiaro, sin dalle prime vinificazioni, che qui il dolcetto aveva caratteristiche del tutto diverse da quelle a cui si era abituati in tutta l’area del Barbaresco, ma forse di tutta la regione: una esuberanza incontrollabile, una materia potente e dai tratti selvatici, che rendeva davvero improbo trovare un modo per domarla, anche usando il legno, tanto che ben presto si è compreso che non era possibile produrre un dolcetto in purezza. Per questa ragione è subentrato un 15% di nebbiolo, non certo per dare potenza, ma finezza, eleganza; l’altro fattore essenziale per ottenere quel grande vino che è oggi, è la necessità di un lungo periodo di affinamento prima di metterlo in commercio, ovvero due anni in rovere di Slavonia e uno in bottiglia. Sicuramente, alla nascita di questo vino così particolare e complesso, contribuiscono una serie di elementi, come l’esposizione, il microclima che risente molto dei venti marini provenienti dalla Liguria, la composizione disomogenea del suolo, dove si alternano in quantità diverse sabbia, tufo e scheletro. Eccolo nel calice, annata 2012, rubino luminoso, ma meno concentrato di molti altri dolcetti, certamente per la presenza del nebbiolo. Naso elegante, indubbio, trapela una deliziosa viola tra le spire del frutto maturo, lampone e ciliegia in primis, ma anche mora, ribes nero; poi arrivano le spezie, delicate, una carezza sul frutto, e poi il timo. Al palato racconta un mondo di passioni, quel tannino che incede misto a fresca acidità fa da impalcatura ad un gioco di frutta e spezie di grande fascino. Bellissimo vino, unico nel suo genere proprio per questo particolare connubio fra il dolcetto di grande impatto e la inimitabile eleganza del nebbiolo, il tutto amalgamato da un legno perfettamente dosato.

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