Il Principàle 2015

Il Principàle 2015 Masseria LudovicoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2019


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: primitivo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: MASSERIA LUDOVICO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Questa volta parliamo di un vino che appartiene alla “vecchia” linea, ovvero quella di Masseria Ludovico, ma la mano enologica è sempre quella di Marco, visto che se ne occupa dal 2012.
Un altro Primitivo, quindi, che ha fatto un percorso diverso, a partire dal vigneto situato a 220 metri di altitudine sulla collina di Mottola, su terreno argilloso-calcareo. La resa in uva è di 65 quintali per ettaro, dopo la consueta pigiatura, il liquido ottenuto viene trasferito in acciaio inox dove svolgerà una macerazione di 15 giorni a temperatura di circa 25°C, durante la fermentazione vengono ripetuti rimontaggi e follature. Il vino ottenuto viene poi messo in barriques di rovere francese dove maturerà per circa un anno. Infine nuovamente in acciaio per 3 mesi e poi affinamento in bottiglia per altri 3 mesi.
Qui la scelta del tappo è andata sul Diam, un sughero trattato con un legante vegetale e cera d’api, quindi tutto naturale. Unico neo, a mio avviso, la bottiglia piuttosto pesante, ancora oggi molto usata per dare un’immagine di importanza del vino che si andrà a bere, ma che secondo me non è più così fondamentale, si può passare a vetri più leggeri (oggi le tecnologie permettono di ottenere la stessa resistenza al rischio di rotture) a tutto vantaggio di un minore impatto ambientale: risparmio di materie prime, di energia per produrle, di costi di trasporto, di packaging.
Ma veniamo a ciò che più ci interessa: versato nel calice mostra un colore rubino-granato scuro e abbastanza fitto, i profumi si aprono a un ampio fruttato di prugna matura, mirtillo e ciliegia nera verso la confettura e il sotto spirito, cui seguono richiami al tabacco e alla liquirizia, effluvi balsamici e leggera tostatura.
Al palato si sente una decisa concentrazione, materia densa, tannino importante ma ben rifinito, alcol piuttosto pronunciato anche se non si dissocia dalla massa. Nonostante ci sia una certa potenza, il vino non risulta appesantito e riesce a esprimere una forte energia grazie anche a una giusta vena acida che lo sostiene. Il legno si sta integrando molto bene e la lunga persistenza rivela un’ampiezza e complessità non indifferenti.
Interpretazione classica ma perfettamente riuscita, sfiora la quinta chiocciola.

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